Risposta rapida
Le IPAB, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, derivano dalla disciplina introdotta dalla legge Crispi del 1890 e riformata nel 1923. La legge n. 328/2000 ha previsto il loro riordino; il decreto legislativo n. 207/2001 ne ha regolato la trasformazione in ASP o soggetti privati senza scopo di lucro.
IPAB – ISTITUZIONI PUBBLICHE DI ASSISTENZA E BENEFICENZA
Le IPAB, Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, hanno origine nella legge 17 luglio 1890, n. 6972, conosciuta come Legge Crispi. La norma sottopose molte opere pie, cioè enti assistenziali e caritativi già esistenti, a una disciplina pubblica più uniforme, con obblighi di controllo, bilancio e rendicontazione.
L’obiettivo era rendere più trasparente l’assistenza rivolta alle persone povere, fragili, anziane, malate o prive di sostegno familiare. Tuttavia, il sistema rimase frammentato: erano presenti molte istituzioni locali, spesso con organizzazioni e risorse molto diverse tra loro.
Con il regio decreto 30 dicembre 1923, n. 2841, fu riordinata la disciplina delle istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza. Nel corso del Novecento, l’assistenza sociale passò gradualmente da interventi soprattutto caritatevoli a forme sempre più organizzate di protezione sociale pubblica.
Un passaggio importante riguardò anche l’assistenza psichiatrica: la legge 14 febbraio 1904, n. 36 attribuì alle province compiti rilevanti nella gestione dei manicomi e nell’assistenza agli allora definiti “alienati”. Si tratta di una normativa storica, oggi superata dalla legge n. 180 del 1978 e dalla successiva riforma sanitaria.
Nel periodo fascista furono istituiti gli Enti comunali di assistenza, gli ECA, con il compito di coordinare e organizzare sul territorio varie forme di assistenza. Con il tempo, però, il sistema delle IPAB mostrò limiti legati alla disomogeneità territoriale e alla difficoltà di distinguere tra enti realmente pubblici ed enti di origine privata.
La Corte costituzionale, con la sentenza n. 396 del 1988, ha riconosciuto che alcune IPAB potevano conservare o riacquistare natura privata, quando ne possedevano i requisiti. Non tutte, quindi, dovevano necessariamente restare enti pubblici.
La legge 8 novembre 2000, n. 328 ha riformato il sistema integrato dei servizi sociali e ha previsto il riordino delle IPAB. Il successivo decreto legislativo 4 maggio 2001, n. 207 ha stabilito che le IPAB potessero essere trasformate, secondo la disciplina regionale, in Aziende pubbliche di servizi alla persona, dette ASP, oppure in soggetti privati senza scopo di lucro.
Le ASP operano nell’ambito dei servizi sociali e socio-sanitari alla persona, ad esempio nell’assistenza agli anziani, alle persone con disabilità, ai minori e alle persone fragili. Non sono ASL: le ASL appartengono al Servizio sanitario nazionale e svolgono funzioni sanitarie, mentre le ASP operano prevalentemente nell’area sociale e socio-assistenziale, spesso in collaborazione con Comuni, Regioni e aziende sanitarie.
📚 Approfondisci servizi sociali e assistenza territoriale
Le IPAB si inseriscono nella storia dell’assistenza pubblica e nel percorso che ha portato ai servizi sociali e socio-sanitari organizzati sul territorio.
- ✔️ Legge 328 del 2000 e sistema integrato dei servizi sociali
- ✔️ Servizi territoriali e servizi semi residenziali
- ✔️ Distretto sociosanitario
- ✔️ Organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale