Risposta rapida
Le aggressioni contro gli operatori sanitari comprendono violenze fisiche, verbali, psicologiche, minacce e intimidazioni. La Raccomandazione n. 8 aggiornata indica di riconoscere i segnali di pericolo, chiedere aiuto, seguire la procedura aziendale e segnalare ogni episodio, compresi i mancati infortuni.
AGGRESSIONI CONTRO GLI OSS: PREVENZIONE E COSA FARE SECONDO LA RACCOMANDAZIONE N. 8 ( aggiornato al marzo 2026)
Un familiare alza la voce, si avvicina troppo e comincia a minacciare. Un assistito agitato spinge l’operatore durante l’igiene. Che cosa fai? La nuova Raccomandazione n. 8 chiarisce che la violenza non coincide soltanto con pugni e lesioni: comprende aggressioni verbali, minacce, intimidazioni, molestie e comportamenti psicologicamente violenti.
L’aggiornamento è stato redatto nel novembre 2025 e pubblicato dal Ministero della Salute l’11 marzo 2026. È quindi questo il documento da prendere oggi come riferimento, non più soltanto la versione del 2007.
L’aggressione non è un normale rischio del mestiere
La frase «lavora in sanità, deve sopportare» è sbagliata. La violenza deve essere riconosciuta, prevenuta e segnalata. Secondo i dati ministeriali riferiti al 2025, sono state registrate quasi 18.000 aggressioni, con 23.367 operatori coinvolti. Un singolo episodio, infatti, può colpire più lavoratori.
La Raccomandazione si applica alle strutture pubbliche e private e comprende ospedali, servizi territoriali, residenze, ambulatori, assistenza domiciliare, pronto soccorso, geriatria, servizi psichiatrici e luoghi di attesa.
Riconoscere i segnali prima che sia troppo tardi
L’escalation è l’aumento progressivo della tensione. Può iniziare con tono di voce aggressivo, sarcasmo, insulti, invasione dello spazio personale o minacce e arrivare alla spinta, al contatto fisico o all’uso di oggetti come armi.
Non aspettare il primo colpo. Il mio consiglio è netto: se percepisci un pericolo concreto, interrompi l’attività e chiedi aiuto. Nessuna procedura assistenziale vale più della tua sicurezza.
La de-escalation è l’insieme di comunicazioni verbali e non verbali usate per ridurre la tensione. Parla con tono fermo ma calmo, evita provocazioni, mantieni una distanza di sicurezza e lascia libera una possibile via di uscita. Non sfidare la persona e non cercare di immobilizzarla di tua iniziativa.
Che cosa deve fare l’OSS
L’OSS deve conoscere la procedura aziendale e sapere come attivare l’allarme. Quando compaiono segnali di pericolo deve proteggersi, avvisare i colleghi e richiedere l’intervento previsto dalla struttura.
Dopo l’episodio occorre:
- raggiungere un luogo sicuro; chiedere assistenza se si è feriti; informare subito il responsabile; descrivere con precisione fatti, parole, persone presenti e conseguenze; compilare la segnalazione aziendale; seguire le indicazioni ricevute per denuncia, certificazione sanitaria e pratica INAIL; richiedere supporto psicologico quando necessario.
La segnalazione interna non sostituisce l’eventuale denuncia all’autorità giudiziaria né gli adempimenti INAIL. Anche le minacce, le aggressioni verbali e i near miss devono essere comunicati. Un near miss è un episodio che avrebbe potuto provocare un danno, ma non lo ha causato per caso o grazie a un intervento tempestivo.
Prevenzione: non dipende soltanto dall’operatore
La struttura deve valutare il rischio nel Documento di Valutazione dei Rischi, predisporre un programma di prevenzione, formare il personale e istituire canali rapidi di segnalazione. Può adottare pulsanti antipanico, sistemi di allarme, videosorveglianza, procedure per gli accessi domiciliari e collegamenti tempestivi con le Forze di polizia.
Nei concorsi può essere chiesto chi sia responsabile della prevenzione. Ricorda: l’operatore rispetta le procedure e segnala; l’organizzazione valuta il rischio, predispone le misure e verifica che funzionino.
Per ricordare facilmente le azioni corrette:
Momento | Comportamento |
Prima | Conoscere rischi, allarmi e procedura aziendale |
Durante | Mantenere distanza, ridurre la tensione e chiedere aiuto |
Dopo | Farsi assistere, informare il responsabile e segnalare |
In seguito | Documentare l’accaduto e utilizzare le tutele previste |
⚠️ Approfondisci aggressioni, prevenzione e sicurezza dell’OSS
Consulta questi approfondimenti per collegare la gestione delle aggressioni alla sicurezza sul lavoro, ai protocolli operativi e alla segnalazione delle situazioni pericolose.
- ✔️ Protocolli operativi e gestione delle situazioni critiche
- ✔️ Near miss in sanità: perché l’OSS deve segnalarlo
- ✔️ Testo Unico sulla sicurezza: rischi e responsabilità
- ✔️ Le procedure nel lavoro dell’OSS
Riferimenti ufficiali
Fonti istituzionali consultate per approfondire i contenuti di questo articolo.
- Raccomandazione n. 8 - Raccomandazione per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori in ambito sanitario e socio-sanitario a causa dell’esercizio delle loro funzioni
- Violenza contro i sanitari, Ministero Salute: 18mila aggressioni nel 2025
- LEGGE 14 agosto 2020, n. 113 - Disposizioni in materia di sicurezza per gli esercenti le professioni sanitarie e socio-sanitarie nell’esercizio delle loro funzioni
- DECRETO LEGISLATIVO 9 aprile 2008, n. 81 - Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro