Risposta rapida
L’afasia è un disturbo acquisito del linguaggio causato da una lesione cerebrale e può rendere difficile parlare, comprendere, leggere o scrivere. Per comunicare meglio occorre ridurre i rumori, usare frasi brevi, porre una domanda alla volta, attendere la risposta e ricorrere a gesti, oggetti, immagini o parole scritte.
AFASIA: COS’È, COME COMUNICARE E COSA DEVE FARE L’OSS
La persona ti guarda, sembra aver capito, ma quando le chiedi se vuole lavarsi risponde con una parola che non c’entra. Oppure conosce perfettamente la risposta, apre la bocca e non riesce a pronunciarla. Non concludere subito che sia confusa o che non collabori. Potrebbe avere un’afasia.
Che cos’è l’afasia
L’afasia è un disturbo acquisito del linguaggio causato da una lesione delle aree cerebrali coinvolte nella comunicazione. Può comparire dopo un ictus, un trauma cranico o altre malattie neurologiche.
Può rendere difficile parlare, trovare le parole, comprendere ciò che viene detto, leggere oppure scrivere. Le manifestazioni cambiano molto da una persona all’altra. Qualcuno comprende la domanda ma non riesce a rispondere; qualcun altro parla in modo fluente, però usa parole inappropriate e fatica a capire.
Attenzione a un errore frequente: afasia non significa automaticamente riduzione dell’intelligenza. La persona può sapere esattamente cosa vuole dire senza riuscire a trasformare quel pensiero in parole.
Non va confusa con la disartria, cioè la difficoltà nel pronunciare chiaramente i suoni per un problema nel controllo dei muscoli della parola. La distinzione e la valutazione clinica non spettano all’OSS.
Quando la difficoltà compare improvvisamente
Una persona che improvvisamente non riesce a parlare, usa parole incomprensibili o non comprende frasi molto semplici potrebbe avere un ictus. Se il disturbo è nuovo, devi avvisare immediatamente l’infermiere e attivare la procedura prevista dalla struttura. A domicilio occorre chiamare subito il 112 o il 118.
Qui non si aspetta. Non si prova a vedere se passa e non si offre da bere, soprattutto se potrebbero essere presenti problemi di deglutizione.
Come comunicare con una persona afasica
Avvicinati frontalmente, chiamala per nome e riduci televisione, radio e conversazioni di sottofondo. Parla con voce normale. Alzare il volume non serve, perché l’afasia non è un problema di udito.
Usa frasi brevi e una domanda alla volta: «Vuoi lavarti ora?» è più comprensibile di una lunga spiegazione sull’igiene. Quando possibile, proponi due alternative concrete e mostrale: maglia blu o maglia bianca?
Poi aspetta. Il silenzio può sembrarti lungo, ma la persona sta cercando la parola. Non completare continuamente le frasi e non fingere di avere capito. Se il messaggio resta poco chiaro, verifica con delicatezza: «Vuoi dire che hai dolore?».
Gesti, fotografie, oggetti, parole scritte e tabelle illustrate possono aiutare. Devono però essere adatti alle capacità indicate nel piano assistenziale, perché una persona afasica potrebbe avere difficoltà anche nella lettura o nella comprensione delle immagini.
Cosa deve fare l’OSS
L’OSS sostiene la persona nelle attività quotidiane rispettandone tempi, autonomia, dignità e modalità comunicative concordate con l’équipe. Durante igiene, vestizione, mobilizzazione e pasti osserva come risponde alle richieste e quali strumenti funzionano meglio.
Deve riferire tempestivamente variazioni come una comprensione peggiore, parole improvvisamente diverse, agitazione insolita o incapacità di eseguire un’azione prima possibile
Il mio consiglio è netto: non parlare mai della persona come se non fosse presente. Coinvolgila direttamente, anche quando risponde lentamente. Rivolgersi soltanto al familiare la esclude e aumenta frustrazione e dipendenza.
Per ricordare facilmente come assistere una persona con afasia:
- riduci rumori e distrazioni;
- parla lentamente con frasi brevi;
- poni una domanda per volta;
- concedi il tempo necessario;
- utilizza gesti, oggetti o immagini concordati;
- verifica il significato senza fingere di capire;
- osserva eventuali cambiamenti;
- riferisci subito ogni peggioramento improvviso.
Conclusione
Una persona con afasia ha ancora pensieri, bisogni e decisioni da esprimere. L’OSS deve parlarle direttamente, darle il tempo di rispondere e usare gesti o immagini quando servono. Capire una parola in più può cambiare davvero la qualità dell’assistenza quotidiana.
🧠 Approfondimenti su afasia, ictus e comunicazione
Approfondisci le cause neurologiche dell’afasia, i segnali improvvisi da riconoscere e gli aspetti comunicativi e assistenziali collegati.
- ✔️ Ictus ischemico: sintomi, cause e riconoscimento
- ✔️ Ictus emorragico: segnali e comportamento in emergenza
- ✔️ Relazione d’aiuto: comunicazione, ascolto ed empatia
- ✔️ Disfagia: cosa osservare durante il pasto