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⏱️ Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2026

Risposta rapida

La RCP nei bambini e nei lattanti si esegue quando non rispondono e non respirano normalmente. Prevede chiamata rapida ai soccorsi, 5 ventilazioni iniziali, compressioni efficaci, uso del DAE se disponibile e, nel lattante, tecnica preferita a due pollici con accerchiamento del torace.

RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE NEI BAMBINI E NEI LATTANTI

Che cos’è

La rianimazione cardiopolmonare, chiamata anche RCP, è l’insieme delle manovre che servono a mantenere ossigenazione e circolazione quando un lattante o un bambino non risponde e non respira normalmente.

Nei bambini l’arresto cardiaco è spesso preceduto da un problema respiratorio. Per questo motivo, nella RCP pediatrica, le ventilazioni hanno un ruolo centrale. L’obiettivo è mantenere ossigeno al cervello, al cuore e agli organi vitali fino all’arrivo dei soccorsi avanzati.

Per lattante si intende generalmente il bambino sotto un anno di età. Per bambino si intende il soggetto da un anno fino alla pubertà.

Quando iniziare la RCP

La RCP deve essere iniziata quando il bambino o il lattante:

  • non risponde;
  • non respira normalmente;
  • presenta gasping;
  • non mostra segni di vita.

Il gasping è un respiro anomalo, raro, boccheggiante e inefficace. Non deve essere considerato una respirazione normale.

Prima di intervenire bisogna verificare la sicurezza dell’ambiente. Il soccorritore non deve esporsi a rischi inutili.

Poi si valuta la risposta del bambino. Si può chiamarlo ad alta voce e stimolarlo delicatamente. Nel lattante si può stimolare con delicatezza la pianta del piede.

La respirazione deve essere valutata per massimo 10 secondi. Non bisogna perdere tempo a cercare il polso se non si è formati a farlo.

Se possibile, bisogna attivare subito il 112 o 118 e mettere il telefono in vivavoce, così da iniziare le manovre senza allontanarsi.

Sequenza essenziale del BLS pediatrico

La sequenza di base è semplice, ma deve essere rapida e ordinata.

Prima si valuta la sicurezza, poi la risposta e infine la respirazione. La valutazione del respiro non deve superare i 10 secondi.

Se il bambino o il lattante non respira normalmente, si chiamano subito i soccorsi.

Dopo la chiamata si iniziano 5 ventilazioni iniziali. Ogni ventilazione deve essere lenta, controllata e durare circa un secondo. Il torace deve sollevarsi in modo visibile.

Se dopo le ventilazioni non ci sono segni di vita, si iniziano le compressioni toraciche alternate alle ventilazioni.

Le 5 ventilazioni iniziali

Nella RCP pediatrica le 5 ventilazioni iniziali sono molto importanti. Nei bambini, infatti, il problema iniziale è spesso respiratorio.

Nel lattante il capo deve essere mantenuto in posizione neutra. Non bisogna estenderlo troppo, perché le vie aeree possono chiudersi più facilmente.

Nel bambino si può eseguire una lieve estensione del capo con sollevamento del mento, se non ci sono sospetti di trauma.

Ogni insufflazione deve essere sufficiente a far sollevare il torace. Non bisogna soffiare con troppa forza.

Se il torace non si solleva, bisogna riposizionare il capo, controllare l’apertura delle vie aeree e riprovare.

Ventilazioni e compressioni: numeri pratici

Le compressioni toraciche devono avere una frequenza di 100-120 al minuto.

La profondità deve essere circa un terzo del diametro antero-posteriore del torace.

In modo pratico:

  • nel lattante circa 4 cm;
  • nel bambino circa 5 cm.

Dopo ogni compressione il torace deve tornare completamente in posizione. Non bisogna restare appoggiati sul torace tra una compressione e l’altra.

Le interruzioni devono essere ridotte al minimo, perché ogni pausa abbassa l’efficacia della circolazione.

Rapporto compressioni e ventilazioni

Per soccorritori formati alla RCP pediatrica, il rapporto consigliato è 15 compressioni e 2 ventilazioni.

Se il soccorritore è solo, non è formato o non riesce a ventilare efficacemente, può usare il rapporto 30 compressioni e 2 ventilazioni.

La cosa più importante è non restare fermi. Una RCP iniziata subito è sempre meglio di nessuna manovra.

Tecnica nel lattante

Nel lattante, la tecnica da preferire è quella a due pollici con accerchiamento del torace.

Le mani circondano il torace del lattante e i due pollici comprimono la metà inferiore dello sterno. Questa tecnica permette compressioni più efficaci, una profondità migliore e minore affaticamento del soccorritore.

La tecnica a due dita non deve più essere presentata come tecnica principale aggiornata. Può essere considerata solo se il soccorritore è solo, se non riesce a usare correttamente la tecnica a due pollici, oppure se è prevista dalla formazione ricevuta o dalle procedure locali.

Se non è possibile accerchiare correttamente il torace, può essere considerata anche la compressione con la base del palmo di una mano, purché si mantenga una profondità adeguata.

Tecnica nel bambino

Nel bambino sopra un anno non si usa la tecnica a due pollici.

Le compressioni si eseguono al centro del torace, sulla metà inferiore dello sterno.

Si può usare una mano o due mani, in base alla corporatura del bambino e alla qualità delle compressioni.

La tecnica corretta è quella che permette compressioni efficaci, profonde il giusto, regolari e con poche interruzioni.

Uso del defibrillatore

Il defibrillatore semiautomatico esterno, chiamato anche AED o DAE, può essere usato anche in età pediatrica.

Quando disponibili, bisogna usare placche pediatriche o modalità pediatrica. Se non sono disponibili, si possono usare placche per adulti, facendo attenzione che non si tocchino tra loro.

Nel lattante o nel bambino piccolo può essere utile la posizione antero-posteriore: una placca davanti sul torace e una dietro sulla schiena.

Durante l’analisi del ritmo e durante l’eventuale scarica nessuno deve toccare il bambino o il lattante.

Bisogna sempre seguire le istruzioni vocali del dispositivo.

Ruolo dell’OSS

L’OSS non sostituisce medico, infermiere o soccorritore sanitario formato, ma può avere un ruolo fondamentale nel riconoscimento precoce dell’emergenza e nel supporto operativo.

Può contribuire a:

  • riconoscere rapidamente la situazione critica;
  • chiamare aiuto;
  • attivare il 112 o 118;
  • portare il defibrillatore;
  • liberare lo spazio intorno alla persona;
  • collaborare con l’équipe;
  • supportare le manovre secondo formazione e indicazioni ricevute.

Nei concorsi OSS è importante ricordare che l’OSS collabora, osserva, segnala e supporta. Non assume responsabilità cliniche che non gli competono, ma può essere decisivo nella rapidità dell’intervento.

Errori da evitare

Gli errori più critici nella RCP pediatrica sono:

  • ritardare la chiamata ai soccorsi;
  • perdere tempo a cercare il polso se non si è formati;
  • non iniziare la RCP;
  • fare ventilazioni troppo forti;
  • eseguire compressioni superficiali;
  • interrompere spesso le compressioni;
  • non permettere la completa riespansione del torace;
  • dimenticare il defibrillatore quando disponibile.

Un altro errore è presentare la tecnica a due dita nel lattante come tecnica principale aggiornata. Oggi la tecnica da preferire è quella a due pollici con accerchiamento del torace.

Frase importante da ricordare

Nella RCP del lattante, la tecnica a due pollici con accerchiamento del torace è la tecnica da preferire quando possibile. Garantisce compressioni più efficaci, una profondità migliore e minore affaticamento. La tecnica a due dita non deve essere indicata come scelta principale aggiornata, ma solo come alternativa se necessaria o prevista dalla formazione.

Conclusioni

La RCP nei bambini e nei lattanti richiede rapidità, calma e precisione. Ventilazioni iniziali, compressioni efficaci, chiamata precoce ai soccorsi e uso del defibrillatore sono passaggi fondamentali. Nel lattante, la tecnica preferita è quella a due pollici con accerchiamento del torace.

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Riferimenti ufficiali

Questi riferimenti ufficiali sono stati consultati per controllare, aggiornare e rafforzare l’affidabilità dell’articolo sulla rianimazione cardiopolmonare nei bambini e nei lattanti.


FILIPPO ORALI

Filippo Orali, Formatore per la preparazione ai concorsi OSS e Commissario d’esame. Sempre più studenti e scuole scelgono il mio materiale perché è chiaro, semplice, aggiornato e concreto. Un supporto serio per prepararsi a concorsi, esami e attività professionale nel settore socio-sanitario.

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