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⏱️ Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2026

Risposta rapida

La pressione arteriosa comprende un valore sistolico, o massima, e un valore diastolico, o minima. Il riferimento desiderabile è circa 120/80 mmHg, mentre valori ripetuti pari o superiori a 140/90 mmHg richiedono valutazione sanitaria. L’OSS rileva, registra e riferisce i valori.

PRESSIONE ARTERIOSA: SISTOLICA, DIASTOLICA E VALORI

La pressione arteriosa è la forza esercitata dal sangue contro le pareti delle arterie. Viene espressa in millimetri di mercurio, indicati con la sigla mmHg, e viene registrata attraverso due valori: pressione sistolica e pressione diastolica.

Che cos’è la pressione sistolica?

La pressione sistolica, chiamata anche pressione massima, corrisponde alla pressione presente nelle arterie quando il cuore si contrae e spinge il sangue nella circolazione.

È il primo numero della misurazione. Per esempio, in una pressione di 120/80 mmHg, il valore 120 rappresenta la pressione sistolica.

Che cos’è la pressione diastolica?

La pressione diastolica, chiamata anche pressione minima, indica la pressione presente nelle arterie durante la fase di rilassamento del cuore, quando il muscolo cardiaco si riempie nuovamente di sangue.

È il secondo numero della misurazione. Nell’esempio 120/80 mmHg, il valore 80 rappresenta la pressione diastolica.

La differenza tra pressione sistolica e diastolica viene definita pressione differenziale. Non è però sufficiente osservare un solo valore per valutare lo stato cardiovascolare della persona.

Quali sono i valori della pressione arteriosa?

Il valore di 120/80 mmHg viene comunemente considerato un riferimento desiderabile, ma la pressione può variare durante la giornata in base a età, attività fisica, emozioni, dolore, temperatura, farmaci, stress e posizione del corpo.

Secondo l’impostazione aggiornata delle linee guida europee, valori sistolici tra 120 e 139 mmHg e/o valori diastolici tra 70 e 89 mmHg possono rientrare nella categoria di pressione arteriosa elevata. Si parla generalmente di ipertensione quando la pressione è pari o superiore a 140/90 mmHg, soprattutto se il dato viene confermato da misurazioni ripetute e corrette.

Un singolo valore elevato non consente, da solo, di formulare una diagnosi. È necessario considerare il quadro clinico complessivo e seguire le indicazioni del medico o dell’infermiere.

Come si misura correttamente?

La persona dovrebbe rimanere tranquilla per alcuni minuti prima della misurazione. Deve essere seduta, con la schiena appoggiata, i piedi a terra e il braccio sostenuto all’altezza del cuore. Il bracciale deve essere adeguato alla circonferenza del braccio e applicato direttamente sulla pelle, non sopra gli indumenti.

Durante la rilevazione è importante non parlare e mantenere il braccio rilassato. Il valore deve essere registrato insieme all’orario, alla posizione della persona, al braccio utilizzato e a eventuali condizioni particolari.

Il ruolo dell’OSS

L’OSS può rilevare la pressione arteriosa. Deve sapere utilizzare correttamente il dispositivo, osservare la persona, registrare il risultato e riferire tempestivamente valori insoliti o associati a malessere.

L’OSS non interpreta il dato in autonomia, non formula diagnosi e non modifica la terapia. In presenza di dolore toracico, difficoltà respiratoria, alterazioni della coscienza, debolezza improvvisa o altri sintomi importanti, deve attivare immediatamente il personale sanitario secondo le procedure previste.

Schema riassuntivo

Per ricordare facilmente i punti fondamentali della pressione arteriosa:

Elemento

Significato

Pressione sistolica

Pressione durante la contrazione del cuore

Pressione diastolica

Pressione durante il rilassamento del cuore

Unità di misura

Millimetri di mercurio, mmHg

120/80 mmHg

Valore generalmente desiderabile

≥140/90 mmHg

Valore compatibile con ipertensione se confermato

OSS

Rileva, registra e riferisce secondo protocolli

Conclusione

Conoscere la differenza tra pressione sistolica e diastolica è fondamentale per interpretare correttamente la misurazione. L’OSS contribuisce al controllo dei parametri vitali con attenzione, precisione e responsabilità, riferendo ogni alterazione al personale sanitario senza formulare diagnosi autonome.

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