Ultimo aggiornamento: 4 Aprile 2026

FREQUENZA CARDIACA: COS’È, VALORI NORMALI E COME SI RILEVA

La frequenza cardiaca è il numero di battiti che il cuore compie in un minuto. In pratica indica quante volte il cuore si contrae per spingere il sangue in tutto il corpo. Quando si parla di frequenza cardiaca, spesso si usa anche il termine “polso”, perché ogni contrazione del cuore produce un’onda sanguigna che può essere percepita con il tatto in alcuni punti del corpo, soprattutto al polso. Nell’adulto a riposo, in genere, i valori normali sono compresi tra 60 e 100 battiti al minuto. In alcune persone allenate o molto sportive, però, il valore può essere più basso senza essere per forza un segno di malattia.

Rilevare la frequenza cardiaca serve a osservare non solo il numero dei battiti, ma anche il loro ritmo e la loro forza. Un battito può essere regolare o irregolare, debole oppure più pieno. Questa osservazione è utile perché può dare indicazioni importanti sullo stato generale della persona assistita. Una frequenza inferiore a 60 battiti al minuto si definisce bradicardia, mentre una frequenza superiore a 100 battiti al minuto si definisce tachicardia. Questo dato, però, va sempre interpretato nel contesto della persona, perché febbre, ansia, dolore, emozioni, farmaci, attività fisica ed età possono modificare la frequenza cardiaca anche in modo temporaneo.

La frequenza cardiaca può essere rilevata in diversi punti del corpo chiamati sedi del polso. Il punto più usato è il polso radiale, cioè quello del polso della mano, perché è semplice da raggiungere e in molti casi facile da percepire. Esistono però anche altre sedi, come il polso carotideo, brachiale, femorale, popliteo, tibiale posteriore, pedidio, temporale e apicale. Nella pratica assistenziale, l’OSS svolge questa attività in collaborazione con il professionista sanitario di riferimento e secondo l’organizzazione della struttura, all’interno del lavoro d’équipe.

Per eseguire correttamente la rilevazione, la persona dovrebbe essere in una condizione di tranquillità e riposo da alcuni minuti. L’OSS aiuta il paziente ad assumere una posizione comoda, spiega la procedura e sceglie il punto in cui rilevare il polso. Poi appoggia delicatamente indice e medio sull’arteria, evitando il pollice perché il pollice ha una propria pulsazione e può confondere la rilevazione. Dopo aver individuato bene il battito, conta le pulsazioni per 60 secondi. Se il ritmo è regolare, si possono contare anche per 30 secondi e moltiplicare per due; se invece il ritmo appare irregolare, è più corretto contare per un minuto intero.

Durante la rilevazione non bisogna fermarsi al solo numero. È importante osservare se il battito è regolare, se è debole o forte e se ci sono pause o irregolarità. Al termine, l’OSS assicura il comfort del paziente e riferisce il dato rilevato al professionista di riferimento, soprattutto se il valore è alterato o se il ritmo non è regolare. Una rilevazione attenta e precisa aiuta a seguire meglio la persona assistita e a segnalare in tempo eventuali cambiamenti.

Conclusione
La frequenza cardiaca è un parametro semplice da rilevare ma molto importante. Conoscere i valori normali, i fattori che possono modificarla e la tecnica corretta permette all’OSS di osservare meglio la persona assistita e di collaborare in modo efficace con l’équipe.


FILIPPO ORALI

Il numero crescente di scuole che adotta il mio materiale testimonia la qualità di contenuti sempre aggiornati secondo i protocolli ufficiali più recenti.

Canale WhatsApp Per OSS

Riceverai aggiornamenti su concorsi pubblici (RSA escluse), notizie e suggerimenti. Sei nuovo nel settore?. Costruiamo insieme il tuo futuro!