Risposta rapida
La frequenza cardiaca indica il numero di battiti del cuore in un minuto e, nell’adulto a riposo, è generalmente compresa tra 60 e 100 bpm. Rilevarla correttamente permette di osservare ritmo, forza del polso e possibili alterazioni da segnalare tempestivamente al personale sanitario.
FREQUENZA CARDIACA: COS’È, VALORI NORMALI E COME SI RILEVA
Che cos’è
La frequenza cardiaca indica quante volte il cuore batte in un minuto. Si misura in battiti al minuto, indicati spesso con la sigla bpm.
Ogni battito corrisponde a una contrazione del cuore, che spinge il sangue nei vasi sanguigni. Quando questa spinta arriva nelle arterie periferiche, può essere percepita come polso.
Per questo, nella pratica quotidiana, frequenza cardiaca e polso vengono spesso collegati.
Valori normali nell’adulto
Nell’adulto a riposo, la frequenza cardiaca normale è generalmente compresa tra 60 e 100 battiti al minuto.
Un valore inferiore a 60 bpm si definisce bradicardia. Un valore superiore a 100 bpm si definisce tachicardia.
Questi valori non vanno interpretati da soli. Bisogna sempre considerare la persona, il momento della rilevazione e la presenza di eventuali sintomi.
Una persona molto allenata può avere una frequenza cardiaca più bassa senza avere necessariamente un problema. Al contrario, ansia, febbre, dolore, sforzo fisico, disidratazione, farmaci o emozioni possono aumentare temporaneamente i battiti.
Perché si rileva
La frequenza cardiaca è uno dei parametri vitali più importanti. Aiuta a osservare rapidamente le condizioni generali della persona assistita.
Rilevare la frequenza cardiaca serve a controllare:
- il numero dei battiti;
- la regolarità del ritmo;
- la forza del polso;
- eventuali variazioni rispetto alla condizione abituale.
Per l’OSS è importante non limitarsi al numero. Anche un polso molto debole, irregolare o associato a pallore, sudorazione, affanno, dolore toracico, confusione o svenimento deve essere subito riferito al personale sanitario.
Come si rileva
La frequenza cardiaca può essere rilevata manualmente o con strumenti elettronici di semplice utilizzo.
La rilevazione manuale si esegue di solito al polso, sull’arteria radiale. Si usano indice e medio, mai il pollice, perché il pollice ha una propria pulsazione e può confondere il conteggio.
La persona deve essere tranquilla, seduta o sdraiata, possibilmente a riposo da alcuni minuti.
Si appoggiano delicatamente le dita sul punto del polso e si contano i battiti per 60 secondi. In alternativa, se il ritmo è regolare, si possono contare i battiti per 30 secondi e moltiplicare per due.
Se il ritmo appare irregolare, è meglio contare sempre per un minuto intero.
Punti di rilevazione
I punti più usati sono:
- polso radiale, al lato del polso;
- polso carotideo, al collo;
- polso brachiale, nella piega del gomito;
- polso femorale, inguinale;
- polso pedidio, sul dorso del piede.
Nella pratica assistenziale quotidiana, il polso radiale è quello più semplice e frequente.
Ruolo dell’OSS
L’OSS può collaborare nella rilevazione dei parametri vitali secondo organizzazione del servizio, indicazioni ricevute e strumenti disponibili.
Il suo compito principale è osservare, rilevare correttamente, registrare se previsto e riferire tempestivamente alterazioni o segni anomali.
L’OSS non formula diagnosi e non interpreta autonomamente una condizione clinica, ma la sua osservazione è fondamentale perché spesso è vicino al paziente per molto tempo.
Conclusioni
La frequenza cardiaca è un parametro semplice, ma molto importante. Rilevarla bene significa osservare numero, ritmo e forza del polso. Per l’OSS è fondamentale conoscere i valori orientativi, usare attenzione e segnalare subito ogni alterazione significativa.
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