COS’È LA DIALISI: TIPI, QUANDO SERVE E COSA SAPERE
Che cos’è la dialisi
La dialisi è una terapia che aiuta a sostituire alcune funzioni dei reni quando questi non riescono più a lavorare in modo sufficiente. I reni sani filtrano il sangue, eliminano sostanze di scarto, regolano l’acqua presente nell’organismo e contribuiscono all’equilibrio di sali minerali come sodio, potassio e bicarbonato.
Quando la funzione renale si riduce molto, queste sostanze possono accumularsi nel sangue. Il corpo può trattenere liquidi, possono comparire gonfiore, stanchezza, nausea, difficoltà respiratoria, alterazioni della pressione arteriosa e problemi legati agli elettroliti.
La dialisi non guarisce la malattia renale. Serve a depurare il sangue e a rimuovere liquidi in eccesso quando i reni non riescono più a farlo da soli. Può essere un trattamento temporaneo, urgente o continuativo, in base alla causa e alla gravità del problema.
Quando serve la dialisi
La dialisi può essere necessaria in caso di insufficienza renale avanzata, quando la funzione dei reni è gravemente compromessa. Può riguardare persone con malattia renale cronica in fase avanzata oppure pazienti con insufficienza renale acuta, cioè comparsa improvvisa di un grave peggioramento della funzione renale.
Non si decide di iniziare la dialisi solo guardando un singolo valore degli esami. La decisione viene presa valutando il quadro generale della persona, i sintomi, gli esami del sangue, la quantità di urina prodotta, la presenza di liquidi in eccesso e il rischio di complicanze.
In generale, la dialisi può servire quando l’organismo non riesce più a eliminare correttamente:
- scorie azotate;
- liquidi in eccesso;
- potassio troppo alto;
- acidi prodotti dal metabolismo;
- alcune sostanze tossiche o farmaci, in situazioni particolari.
Per questo motivo la dialisi è una terapia complessa, sempre gestita da personale sanitario specializzato.
I principali tipi di dialisi
I due principali tipi di dialisi sono l’emodialisi e la dialisi peritoneale. Entrambe hanno lo stesso obiettivo generale: aiutare il corpo a eliminare sostanze di scarto e liquidi in eccesso. Cambia però il modo in cui avviene la depurazione.
Emodialisi
L’emodialisi è il tipo di dialisi più conosciuto. Il sangue viene fatto passare attraverso un filtro artificiale, chiamato dializzatore, che funziona come una sorta di rene esterno. Il sangue viene depurato e poi restituito alla persona.
Per effettuare l’emodialisi è necessario un accesso vascolare, cioè una via sicura attraverso cui il sangue possa uscire e rientrare nel corpo. Gli accessi più usati sono la fistola artero-venosa, la protesi vascolare o il catetere venoso centrale, scelti in base alla situazione clinica.
L’emodialisi viene spesso eseguita in centro dialisi, con sedute programmate più volte alla settimana. In alcuni casi può essere svolta anche a domicilio, se la persona è idonea e adeguatamente formata.
Durante la seduta il paziente viene monitorato. Possono essere controllati pressione arteriosa, peso, condizioni generali, accesso vascolare e possibili sintomi come crampi, debolezza, nausea o calo pressorio.
Dialisi peritoneale
La dialisi peritoneale utilizza il peritoneo, una membrana naturale presente nell’addome, come filtro. Attraverso un catetere inserito nella cavità addominale viene introdotto un liquido specifico, chiamato soluzione dialitica. Questo liquido rimane per un certo tempo nell’addome e permette il passaggio di scorie e liquidi dal sangue alla soluzione.
Dopo il tempo previsto, il liquido viene drenato e sostituito. La dialisi peritoneale può essere eseguita manualmente durante la giornata oppure con una macchina automatizzata, spesso durante la notte.
È una metodica che richiede attenzione, igiene rigorosa e buona capacità di gestione. Il rischio principale da prevenire è l’infezione del peritoneo, chiamata peritonite. Per questo motivo la persona e chi la assiste devono essere istruiti correttamente.
Dialisi temporanea e dialisi cronica
La dialisi può essere temporanea quando il danno renale è potenzialmente reversibile. Questo può accadere in alcune forme di insufficienza renale acuta, dopo interventi importanti, infezioni gravi, intossicazioni o condizioni critiche.
La dialisi cronica, invece, riguarda persone con insufficienza renale terminale, quando i reni non recuperano più una funzione sufficiente. In questi casi la dialisi può proseguire per lungo tempo oppure rappresentare una terapia in attesa di un eventuale trapianto di rene.
Il trapianto renale, quando possibile, può offrire una diversa prospettiva terapeutica, ma non tutti i pazienti sono candidabili. La scelta dipende dall’età, dalle condizioni cliniche, da eventuali patologie associate e dalla valutazione specialistica.
Cosa deve sapere la persona in dialisi
La persona in dialisi deve seguire con attenzione le indicazioni sanitarie. La terapia non riguarda solo le sedute, ma anche alimentazione, liquidi, farmaci, controlli periodici e prevenzione delle complicanze.
Alcuni aspetti sono particolarmente importanti:
- rispettare gli orari delle sedute;
- controllare il peso secondo indicazione;
- seguire la dieta prescritta;
- non modificare farmaci senza autorizzazione;
- segnalare febbre, brividi, dolore, gonfiore o difficoltà respiratoria;
- proteggere l’accesso vascolare o il catetere;
- mantenere una buona igiene personale.
La dialisi può cambiare la vita quotidiana, ma molte persone riescono a mantenere attività familiari, sociali e, in alcuni casi, lavorative. Il supporto educativo e psicologico è importante, perché la terapia può essere impegnativa anche sul piano emotivo.
Il ruolo dell’OSS nell’assistenza alla persona dializzata
L’OSS non gestisce la dialisi e non interviene sulle procedure tecniche specialistiche. Il suo ruolo è però importante nell’assistenza di base, sempre secondo competenze, protocolli e indicazioni dell’équipe.
L’OSS può aiutare la persona nell’igiene, nella mobilizzazione, nell’osservazione generale e nel comfort. Può rilevare e riferire cambiamenti importanti, come pallore, stanchezza marcata, confusione, dolore, difficoltà respiratoria, gonfiore o alterazioni evidenti dello stato generale.
In ambito assistenziale è fondamentale osservare, riferire e non sostituirsi alle figure professionali responsabili della terapia. Per chi studia per concorsi OSS, questo punto è molto importante: conoscere la dialisi serve a comprendere i bisogni della persona, ma non autorizza a compiere atti sanitari non previsti dal profilo.
Conclusioni
La dialisi è una terapia salvavita che sostituisce parte del lavoro dei reni quando la funzione renale è gravemente compromessa. Conoscere tipi, finalità e attenzioni assistenziali aiuta a comprendere meglio i bisogni della persona e il corretto ruolo dell’équipe.
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