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⏱️ Ultimo aggiornamento: 2 Maggio 2026

TRICOTOMIA: COME E PERCHÉ

La tricotomia preoperatoria consiste nella rimozione dei peli dal sito di incisione chirurgica. Per molti anni è stata eseguita come pratica abituale, ma oggi non è più considerata una procedura di routine. Le indicazioni più aggiornate chiariscono che i peli devono essere rimossi solo se strettamente necessario, cioè quando possono ostacolare l’intervento chirurgico o compromettere l’adesione di dispositivi e medicazioni. Se non vi è una reale necessità tecnica, la rimozione non deve essere effettuata, perché non riduce da sola il rischio di infezione del sito chirurgico.

Un aspetto fondamentale riguarda lo strumento. L’unico presidio raccomandato è il clipper chirurgico, cioè il rasoio elettrico con testina monouso. Il rasoio manuale a lama non deve essere usato, perché provoca microlesioni cutanee che favoriscono la contaminazione batterica e aumentano il rischio di infezione. Anche il momento di esecuzione è importante: la tricotomia, quando indicata, deve essere eseguita il più vicino possibile all’intervento, preferibilmente il giorno stesso e subito prima della preparazione cutanea.

La procedura corretta inizia con la preparazione dell’operatore e del paziente. Si esegue l’igiene sociale delle mani, si indossano guanti monouso non sterili e si informa il paziente sulla procedura, ci accertiamo del consenso (se vigile), microclima, garantiamo la privacy mediante paravento o chiusura della porta. Il paziente va poi posizionato in modo da esporre bene l’area interessata, già definita dall’infermiere o dal chirurgo, e si colloca un telino monouso sotto la zona da trattare per raccogliere i peli recisi.

Prima di procedere bisogna osservare attentamente la cute. Se sono presenti eritemi, lesioni, foruncoli, tagli o altre alterazioni, la procedura va sospesa e la situazione deve essere segnalata all’infermiere. La pelle deve essere pulita e asciutta. Successivamente si monta la testina monouso sul clipper senza toccare le lame. Il dispositivo va impugnato con delicatezza, mantenendo la lama piatta o lievemente inclinata rispetto alla cute. Con la mano libera si tende la pelle, così da eliminare eventuali pliche, e si eseguono passate brevi e leggere, senza pressione eccessiva, soltanto nell’area realmente necessaria. Le passate devono essere controllate e non traumatiche, per evitare graffi e irritazioni.

Al termine, i peli residui vanno rimossi dalla cute con una garza o secondo protocollo locale. La testina monouso va eliminata nel contenitore appropriato per taglienti. Il corpo del clipper deve essere deterso e disinfettato secondo le istruzioni del produttore e della struttura, evitando immersioni improprie nei liquidi se non previste. Infine, la procedura deve essere registrata nella documentazione assistenziale, indicando data, ora, area trattata e condizioni della cute.

Conclusione

La tricotomia oggi deve essere vista come una procedura mirata e non automatica. Si esegue solo se davvero necessaria, con clipper elettrico e vicino al momento dell’intervento. L’obiettivo non è togliere i peli “per abitudine”, ma preparare correttamente il paziente riducendo al minimo il trauma cutaneo e contribuendo alla sicurezza assistenziale.


FILIPPO ORALI

Filippo Orali, Formatore per la preparazione ai concorsi OSS e Commissario d’esame. Sempre più studenti e scuole scelgono il mio materiale perché è chiaro, semplice, aggiornato e concreto. Un supporto serio per prepararsi a concorsi, esami e attività professionale nel settore socio-sanitario.

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