Risposta rapida
Olfatto, gusto e tatto permettono di riconoscere odori, qualità degli alimenti, contatto, pressione, temperatura e dolore. Questi sensi proteggono dai pericoli e contribuiscono alla percezione dell’ambiente. L’OSS osserva eventuali alterazioni, previene rischi per alimentazione, sicurezza e integrità cutanea, quindi riferisce tempestivamente ogni cambiamento ai professionisti responsabili.
OLFATTO, GUSTO E TATTO
Olfatto, gusto e tatto permettono di riconoscere numerose caratteristiche dell’ambiente e del proprio corpo. Questi sensi hanno anche una funzione protettiva: aiutano a percepire fumo, alimenti alterati, temperature pericolose, dolore e possibili lesioni.
Le informazioni sensoriali vengono raccolte da recettori specializzati e trasformate in segnali nervosi. Il cervello riceve questi segnali, li confronta con le esperienze precedenti e costruisce la percezione cosciente.
Come funziona l’olfatto
L’olfatto permette di percepire le sostanze odorose presenti nell’aria. Durante la respirazione, le molecole raggiungono la parte superiore delle cavità nasali, dove si trova l’epitelio olfattivo.
Le molecole odorose interagiscono con recettori presenti su neuroni sensoriali specializzati. L’attivazione dei recettori genera segnali diretti al bulbo olfattivo e successivamente ad altre aree cerebrali.
L’olfatto è strettamente collegato alla memoria e alle emozioni. Un odore può quindi evocare rapidamente persone, luoghi o situazioni già vissute. Svolge inoltre una funzione di allarme, perché permette di riconoscere fumo, gas, sostanze irritanti e cibi deteriorati.
Una riduzione dell’olfatto è chiamata iposmia, mentre la perdita completa prende il nome di anosmia. La parosmia è una percezione alterata degli odori; la fantosmia consiste invece nella percezione di un odore che non è presente. La comparsa di queste alterazioni deve essere valutata dal medico.
Come funziona il gusto
Il gusto, o gustazione, dipende da cellule sensoriali organizzate nei calici gustativi, presenti soprattutto nella lingua ma anche in altre zone della cavità orale e della faringe.
Le cinque qualità gustative comunemente riconosciute sono dolce, salato, acido, amaro e umami. L’umami è associato al gusto sapido di sostanze contenenti determinati aminoacidi.
Non esistono aree della lingua rigidamente riservate a un solo gusto. Le diverse qualità possono essere percepite in più zone dotate di recettori gustativi. La tradizionale “mappa della lingua”, che assegna ogni sapore a un settore preciso, è quindi una semplificazione non corretta.
Le sostanze contenute negli alimenti si sciolgono nella saliva e raggiungono le cellule gustative. Queste generano segnali che vengono trasmessi al cervello attraverso diversi nervi cranici.
Gusto e sapore non sono la stessa cosa
Il gusto riconosce le qualità fondamentali, mentre il sapore è un’esperienza più complessa. Quando si mangia, le sostanze aromatiche raggiungono il naso anche attraverso il passaggio posteriore tra bocca e cavità nasali.
Il cervello integra gusto, olfatto, temperatura, consistenza e sensazioni chimiche. Per questo, quando il naso è chiuso o l’olfatto è ridotto, gli alimenti possono sembrare privi di sapore anche se i recettori gustativi funzionano.
Una riduzione del gusto viene chiamata ipogeusia. L’ageusia è la sua perdita, mentre la disgeusia è un’alterazione della percezione gustativa. Una vera perdita completa del gusto è meno comune rispetto alla perdita dell’olfatto.
Come funziona il tatto
Il tatto fa parte del sistema somatosensoriale. La pelle contiene terminazioni nervose e recettori capaci di rispondere a contatto, pressione, vibrazione, stiramento e variazioni di temperatura. Altri recettori partecipano alla percezione del dolore e della posizione del corpo.
Quando viene applicato uno stimolo, i recettori generano impulsi nervosi che raggiungono il midollo spinale e il cervello. La sensibilità non è uguale in tutte le parti del corpo: mani, labbra e viso permettono una discriminazione particolarmente precisa.
Il tatto protegge la persona dai pericoli. Una sensibilità ridotta può impedire di avvertire calore, freddo, pressione prolungata, ferite o oggetti taglienti. Una sensibilità eccessiva può invece rendere doloroso o intollerabile anche un contatto normalmente innocuo.
Il ruolo dell’OSS
L’OSS osserva eventuali cambiamenti dell’appetito, rifiuto degli alimenti, difficoltà nel riconoscere odori e sapori o uso eccessivo di sale e zucchero. Durante l’igiene e la mobilizzazione controlla la presenza di arrossamenti, lesioni, reazioni dolorose o ridotta sensibilità, rispettando il piano assistenziale.
La perdita dell’olfatto può impedire alla persona di riconoscere fumo o cibo deteriorato. Una ridotta sensibilità cutanea aumenta il rischio di ustioni, traumi e lesioni da pressione. L’OSS non diagnostica il disturbo, ma documenta e riferisce quanto osservato ai professionisti responsabili.
Per ricordare facilmente le funzioni di olfatto, gusto e tatto:
- olfatto: riconosce le molecole odorose presenti nell’aria;
- gusto: distingue dolce, salato, acido, amaro e umami;
- sapore: nasce dall’integrazione di gusto, olfatto e altre sensazioni;
- tatto: rileva contatto, pressione, vibrazione e temperatura;
- dolore: segnala stimoli potenzialmente dannosi;
- OSS: osserva le alterazioni, protegge la persona e riferisce i cambiamenti.
Conclusione
Olfatto, gusto e tatto permettono di riconoscere l’ambiente, apprezzare gli alimenti e individuare diversi pericoli. L’OSS deve considerare ogni alterazione durante l’assistenza, perché una sensibilità ridotta può influire su alimentazione, sicurezza e integrità cutanea. Osservazione, protezione e segnalazione tempestiva sono quindi essenziali.
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