Risposta rapida
I diverticoli sono piccole estroflessioni nella parete del colon, spesso prive di sintomi. Se si infiammano possono comparire dolore addominale, febbre, nausea, vomito o alterazioni dell’alvo. Durante l’assistenza si osservano questi segnali e si riferiscono tempestivamente all’infermiere.
DIVERTICOLI: CHE COSA SONO E CHE COSA OSSERVA L’OSS
I diverticoli sono piccole estroflessioni, simili a sacche, che si formano nella parete dell’intestino, soprattutto nel colon. Sono frequenti con l’avanzare dell’età e spesso non provocano disturbi. La loro presenza viene talvolta scoperta durante esami eseguiti per altri motivi.
Che cosa significa avere i diverticoli
La presenza di diverticoli si chiama diverticolosi. Non significa automaticamente avere un’infezione o una malattia grave. Molte persone non avvertono alcun sintomo e continuano la loro vita abituale.
Quando compaiono disturbi, possono manifestarsi gonfiore, dolore o crampi addominali, stitichezza, diarrea o cambiamenti nelle normali abitudini intestinali. Questi segnali, però, non sono specifici e possono dipendere anche da altre condizioni.
Quando si parla di diverticolite
La diverticolite si verifica quando un diverticolo si infiamma. In questo caso il dolore addominale può diventare più intenso e localizzarsi frequentemente nella parte inferiore sinistra dell’addome. Possono comparire febbre, brividi, nausea, vomito, stitichezza o diarrea.
La situazione richiede attenzione perché, nei casi più complessi, l’infiammazione può associarsi ad ascesso, perforazione, peritonite, fistola o occlusione intestinale.
Che cosa osservare durante l’assistenza
Nella quotidianità l’OSS presta attenzione alle condizioni generali della persona e alle variazioni rispetto al suo comportamento abituale. Durante l’igiene, il cambio della biancheria o l’accompagnamento in bagno può rilevare se la persona riferisce dolore, difficoltà a evacuare o un peggioramento dei disturbi.
Vanno osservati anche:
- frequenza e caratteristiche delle evacuazioni;
- presenza di diarrea, stitichezza o feci insolitamente diverse dal solito;
- presenza visibile di sangue nelle feci o sulla carta igienica;
- nausea, vomito, gonfiore addominale o riduzione dell’appetito;
- febbre o peggioramento delle condizioni generali, se il dato viene rilevato secondo le procedure della struttura;
- difficoltà nell’assumere liquidi o alimenti previsti dal piano assistenziale.
Il sangue nelle feci deve essere riferito senza minimizzare l’episodio. Anche un dolore che aumenta, un addome molto teso o gonfio, vomito ripetuto, febbre persistente, pallore, debolezza marcata o stato di confusione richiedono una comunicazione immediata all’infermiere.
Il ruolo dell’OSS
L’OSS assiste la persona nelle attività quotidiane, favorisce il comfort, garantisce l’igiene e mantiene un ambiente sicuro. Può aiutare negli spostamenti, accompagnare in bagno, registrare o riferire le evacuazioni secondo l’organizzazione del servizio e collaborare nella raccolta delle informazioni utili all’équipe.
Errori da evitare
- Confondere la diverticolosi con la diverticolite.
- Considerare normale qualsiasi dolore addominale.
- Somministrare farmaci o lassativi di propria iniziativa.
- Consigliare una dieta diversa da quella stabilita.
- Ignorare sangue, febbre, vomito o peggioramento generale.
- Riferire informazioni vaghe senza indicare quando è iniziato il disturbo e come si è modificato.
Conclusioni
I diverticoli sono piccole tasche o sacche che si formano e sporgono verso l’esterno lungo le pareti dell’intestino, soprattutto nel colon. La diverticolosi è la condizione in cui sono presenti questi diverticoli, ma senza che ci sia un’infiammazione in corso. Spesso non danno sintomi e si scoprono per caso.
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