Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2026

OSSIGENOTERAPIA: IL RUOLO DELL’OSS OGGI

L’ossigenoterapia è una terapia che serve ad aumentare la quantità di ossigeno disponibile per il paziente quando l’organismo non riesce a ossigenarsi in modo adeguato. Viene impostata su indicazione medica e gestita all’interno del piano assistenziale. Per questo l’OSS non decide la terapia, ma ha un ruolo concreto e molto importante nel supporto quotidiano alla persona assistita. Questo modo di lavorare è coerente anche con la revisione del profilo OSS recepita nel 2025 e oggi pienamente attuale.

Il primo compito dell’OSS è creare condizioni di sicurezza. Qui è essenziale usare un termine corretto: l’ossigeno non è infiammabile, ma è comburente, cioè favorisce la combustione. Questo significa che vicino all’ossigeno non devono esserci fiamme libere, sigarette accese, scintille o sostanze grasse come oli e pomate non compatibili. Anche una disattenzione apparentemente piccola può aumentare il rischio.

Nella pratica assistenziale l’OSS prepara il materiale, controlla che l’ambiente sia ordinato e osserva che i presìdi siano sistemati correttamente. I sistemi oggi più usati comprendono bombole, concentratori e, in alcuni casi, ossigeno liquido. Tra i dispositivi più comuni ci sono gli occhialini nasali e le maschere; le cannule nasali restano molto utilizzate perché spesso sono meglio tollerate dal paziente, mentre la maschera di Venturi viene usata quando serve una concentrazione più precisa di ossigeno.

Un punto importante, oggi, è non dare per scontato che l’umidificazione debba essere sempre presente. Le indicazioni più aggiornate mostrano che non è una regola automatica in tutti i casi e che va valutata in base al tipo di paziente, al dispositivo e alle procedure del servizio. Per questo l’OSS deve attenersi alle indicazioni ricevute, evitando iniziative personali e segnalando sempre eventuali problemi o dubbi all’infermiere.

Durante il trattamento il valore dell’OSS sta soprattutto nell’osservazione. Deve accorgersi se il paziente è più agitato, più affaticato, confuso, se respira peggio, se il presidio si è spostato o se la cute si arrossa nei punti di contatto. Deve anche favorire una posizione che aiuti il respiro, mantenere la persona pulita e tranquilla e riferire subito ogni anomalia. L’assistenza non è solo tecnica: è anche presenza, attenzione e capacità di far sentire il paziente seguito.

Oggi, quindi, parlare di ossigenoterapia e OSS significa parlare di collaborazione vera con l’équipe. L’OSS non sostituisce l’infermiere né il medico, ma contribuisce in modo decisivo alla sicurezza, al comfort del paziente e alla continuità dell’assistenza. È proprio questa attenzione costante, fatta di piccoli controlli e osservazioni precise, che può fare la differenza nella qualità delle cure.

Conclusione

L’ossigenoterapia è un trattamento importante che richiede attenzione, sicurezza e collaborazione tra i professionisti sanitari. In questo contesto l’OSS ha un ruolo prezioso, perché contribuisce al benessere del paziente con osservazione, supporto pratico, cura della persona e segnalazione tempestiva di eventuali problemi. Lavorare con precisione, calma e senso di responsabilità significa aiutare davvero chi ha difficoltà respiratorie e rendere l’assistenza più sicura, più umana e più efficace.

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