Ultimo aggiornamento: 2 Aprile 2026

LAVAGGIO CHIRURGICO DELLE MANI: PROCEDURA, PRODOTTI E DURATA

Il lavaggio chirurgico delle mani è una procedura fondamentale in sala operatoria perché ridurre la flora transitoria e inibire la flora residente presente su mani e avambracci. Lo scopo è proteggere il paziente dal rischio di contaminazione durante un atto chirurgico o una procedura sterile. Non è un semplice lavaggio: è una manovra accurata, eseguita con tecnica precisa, tempi corretti e materiali adatti.

Questo lavaggio si esegue prima di un intervento chirurgico, tra un intervento e l’altro, dopo la rottura di un guanto sterile e ogni volta che, dopo la preparazione, mani o avambracci vengono a contatto con qualcosa di non sterile.

Per quanto riguarda i prodotti, si usano antisettici specifici per preparazione chirurgica delle mani. I più noti sono le soluzioni a base di clorexidina oppure di iodopovidone. Prima del lavaggio bisogna togliere anelli, orologio e bracciali, tenere le unghie corte e pulite e rimuovere lo sporco presente sotto le unghie.

La procedura inizia bagnando mani e avambracci con acqua tiepida, arrivando fino a poco sopra i gomiti. Si preleva poi l’antisettico senza contaminare il dispenser, spesso usando gomito o sistema no-touch, e lo si distribuisce bene su mani e avambracci. A questo punto si frizionano con cura palmi, dorsi, spazi interdigitali, pollici, polpastrelli, unghie, polsi e avambracci, mantenendo sempre un movimento ordinato dalle dita verso il gomito. Le mani devono restare più in alto dei gomiti, per evitare che l’acqua scenda dagli avambracci verso le mani già trattate.

Se previsto dal protocollo locale, si puliscono gli spazi subungueali con uno strumento monouso sterile evitando sfregamenti inutilmente aggressivi sulla cute.

Dopo una prima fase di detersione antisettica, si risciacqua accuratamente lasciando scorrere l’acqua dalle dita verso i gomiti. Si applica poi una nuova dose di antisettico e si ripete la frizione fino a completare il tempo previsto cioè 5 minuti. Terminata la fase di lavaggio, si risciacqua di nuovo con la stessa attenzione.

L’asciugatura è altrettanto importante. Si usa un telo sterile e si asciuga prima una mano, poi l’avambraccio corrispondente, con movimenti che vanno dalle dita verso il gomito, senza tornare sulle zone già asciugate. Poi si prende l’altra parte del telo o una parte pulita e si ripete sull’altro arto. Dopo questo momento, mani e avambracci non devono più toccare nulla di non sterile fino alla vestizione dei guanti sterili.

Il lavaggio chirurgico delle mani è quindi una procedura essenziale per la sicurezza in sala operatoria. Richiede attenzione, ordine, rispetto dei tempi e uso corretto dei prodotti. Non conta solo “lavarsi bene”, ma seguire una tecnica precisa, perché anche un piccolo errore può compromettere la barriera di sicurezza che protegge il paziente dal rischio infettivo.

Conclusione

Il lavaggio chirurgico delle mani è uno dei gesti più importanti nella prevenzione delle infezioni del sito chirurgico.

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