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⏱️ Ultimo aggiornamento: 22 Giugno 2026

MOBILIZZAZIONE DEL PAZIENTE POLITRAUMATIZZATO IN TERAPIA INTENSIVA: TECNICHE, AUSILI E RUOLO OSS

La mobilizzazione del paziente politraumatizzato in terapia intensiva è una procedura molto delicata. Il politrauma riguarda la presenza di lesioni in più parti del corpo, come cranio, torace, addome, bacino o arti. Spesso il paziente è instabile, collegato a monitor, pompe infusionali, cateteri, ventilazione meccanica o altri presidi.

Per questo motivo ogni spostamento deve essere programmato, sicuro e condiviso con l’équipe sanitaria.

Perché la mobilizzazione è importante

Il paziente ricoverato in terapia intensiva può restare immobile per molti giorni. L’immobilità prolungata può favorire complicanze importanti, come:

  • perdita di forza muscolare;
  • rigiditĂ  articolare;
  • lesioni da pressione;
  • ristagno delle secrezioni bronchiali;
  • difficoltĂ  nel recupero della respirazione;
  • rallentamento del ritorno all’autonomia.

La mobilizzazione precoce, quando possibile, aiuta il paziente a recuperare gradualmente respirazione, circolazione, forza e movimento. Non deve però essere improvvisata.

Quando si può mobilizzare il paziente

Prima di mobilizzare un paziente politraumatizzato, l’équipe valuta sempre le condizioni generali. Sono importanti la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la saturazione, lo stato neurologico, la presenza di dolore, fratture, drenaggi, cateteri e presidi invasivi.

La mobilizzazione può essere rinviata o limitata in presenza di:

  • instabilitĂ  del rachide cervicale;
  • gravi aritmie;
  • pressione arteriosa non stabile;
  • agitazione importante;
  • fratture non stabilizzate;
  • addome aperto;
  • rischio emorragico;
  • peggioramento respiratorio.

Tecniche di mobilizzazione

La mobilizzazione deve essere graduale. Si parte dalle tecniche piĂą semplici fino ad arrivare, quando possibile, alla posizione seduta, alla stazione eretta e alla deambulazione assistita.

Le principali tecniche sono:

  • mobilizzazione passiva, eseguita dagli operatori senza partecipazione attiva del paziente;
  • mobilizzazione assistita, quando il paziente collabora parzialmente;
  • esercizi posturali, quando il paziente riesce a partecipare in modo piĂą attivo.

Tra le posizioni piĂą utilizzate ci sono il sollevamento del busto a 30-45 gradi, il decubito laterale, la seduta sul bordo del letto e, nei casi indicati, la pronazione.

Ausili utilizzati

Gli ausili aiutano a proteggere il paziente e gli operatori. In terapia intensiva possono essere usati:

  • letti articolati;
  • traverse ad alto scorrimento;
  • sollevatori;
  • barelle speciali;
  • cuscini posturali;
  • presidi antidecubito;
  • carrozzine;
  • deambulatori;
  • sistemi di contenzione solo se prescritti e necessari.

L’uso corretto degli ausili riduce il rischio di cadute, traumi, dolore e lesioni da pressione.

Ruolo dell’OSS

L’OSS partecipa alla mobilizzazione del paziente politraumatizzato solo su indicazione dell’infermiere e del fisioterapista. Non decide in autonomia tempi, modalità o manovre.

Il suo compito è collaborare in sicurezza, osservare il paziente, preparare il materiale, aiutare nel posizionamento e segnalare subito qualsiasi cambiamento: dolore, agitazione, pallore, sudorazione, difficoltà respiratoria o alterazioni evidenti.

In terapia intensiva anche una semplice manovra può avere conseguenze importanti. Per questo l’OSS deve lavorare con attenzione, calma e rispetto delle indicazioni ricevute.

Conclusione

La mobilizzazione del paziente politraumatizzato in terapia intensiva è una parte fondamentale dell’assistenza. Deve essere precoce quando possibile, ma sempre sicura, graduale e decisa dall’équipe. L’OSS ha un ruolo importante di supporto, osservazione e collaborazione, soprattutto nella prevenzione delle complicanze da immobilità.

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Filippo Orali, Formatore per la preparazione ai concorsi OSS e Commissario d’esame. Sempre più studenti e scuole scelgono il mio materiale perché è chiaro, semplice, aggiornato e concreto. Un supporto serio per prepararsi a concorsi, esami e attività professionale nel settore socio-sanitario.

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