Ultimo aggiornamento: 14 Novembre 2025

RIFIUTI SANITARI: CLASSIFICAZIONE E CONTENITORI

La gestione dei rifiuti sanitari in Italia è regolata dal DPR 254/2003, una norma che tutela l’ambiente e la salute pubblica attraverso regole precise sulla raccolta, il trasporto e lo smaltimento. Per chi lavora in ospedale, RSA o ambulatori, conoscere queste regole significa lavorare in sicurezza ed evitare rischi per operatori, pazienti e comunità.

Il decreto suddivide i rifiuti sanitari in diverse categorie:

  • rifiuti sanitari non pericolosi
  • rifiuti sanitari assimilati agli urbani
  • rifiuti sanitari pericolosi non a rischio infettivo
  • rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo

Di seguito una spiegazione semplice delle tipologie trattate ogni giorno dagli operatori.

Rifiuti sanitari non pericolosi

Sono rifiuti che non presentano rischi specifici. Esempi:

  • piccoli materiali metallici non ingombranti
  • taglienti non utilizzati
  • farmaci scaduti, esclusi quelli citotossici e citostatici

Devono comunque seguire un percorso controllato di raccolta e smaltimento.

Rifiuti sanitari assimilati agli urbani

Sono rifiuti simili a quelli domestici, come:

  • avanzi dei pasti
  • carta, cartone, imballaggi
  • bende, gessi, pannoloni e pannolini
  • sacche delle urine svuotate

Possono essere trattati come rifiuti urbani solo se non provengono da pazienti infetti o reparti infettivi.

Rifiuti pericolosi non a rischio infettivo

Sono rifiuti pericolosi per ragioni chimiche o tossiche, ma non infettive. Esempi:

  • farmaci citotossici e citostatici
  • reagenti e sostanze chimiche di scarto
  • amalgama odontoiatrica
  • oli idraulici
  • lampade fluorescenti, batterie al piombo o nichel-cadmio

Richiedono contenitori, etichettatura e smaltimento dedicati.

Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo

Sono i rifiuti che possono trasmettere infezioni perché contaminati da sangue o liquidi biologici. Rientrano qui:

  • materiali provenienti da reparti di isolamento
  • garze, teli, presidi contaminati da sangue, feci, urine o secrezioni
  • rifiuti veterinari contaminati
  • DPI monouso usati in contesti infettivi

Questa è la categoria più rilevante nel lavoro dell’OSS.

Il ruolo dell’OSS

L’OSS si occupa spesso della raccolta e del trasporto interno dei rifiuti sanitari.
Compiti principali:

  • riconoscere correttamente il tipo di rifiuto
  • usare il contenitore appropriato
  • chiudere, etichettare e trasportare i contenitori nei locali di deposito
  • rispettare le procedure aziendali di sicurezza

I contenitori devono sempre essere a perdere, quindi non riutilizzabili.

Contenitori ALIPACK e ALIBOX

I rifiuti infettivi vengono posizionati in contenitori rigidi di cartone (25, 40 o 60 litri) con sacco interno in plastica.

I contenitori (ALIPACK):

  • si riempiono fino ai 2/3
  • riportano la dicitura “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”
  • mostrano il simbolo del rischio biologico

Al loro interno si inserisce il contenitore per taglienti ALIBOX/BIOBOX, rigido e a chiusura irreversibile, dove vanno messi:

  • aghi
  • bisturi monouso
  • lamette
  • oggetti taglienti o pungenti

Anche l’ALIBOX va riempito fino ai 2/3.

Rifiuti da chemioterapia, radioterapia e medicina nucleare

I rifiuti generati in reparti oncologici, da farmaci citotossici o da procedure di medicina nucleare vengono inseriti in contenitori rigidi con etichette specifiche come:

  • “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio chimico”
  • indicazioni aggiuntive quando coinvolte sostanze radioattive

Vengono conservati in locali dedicati per un periodo definito e poi ritirati da ditte autorizzate.

Contenitori rigidi gialli

Utilizzati per:

  • deflussori
  • sacche delle urine non svuotate
  • sacche di sangue
  • sacche per nutrizione
  • presidi contaminati da liquidi biologici infettivi

Riportano la scritta “Rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo”.

Che cosa indica ROT

In molte strutture, la sigla ROT (Rifiuti Ospedalieri Trattati) indica i rifiuti sanitari infettivi raccolti nei contenitori rigidi destinati al successivo trattamento o incenerimento.

Ogni contenitore deve riportare:

  • ASL di provenienza
  • nome della struttura
  • reparto
  • data
  • firma dell’operatore (dove richiesto)

Conclusione

La gestione corretta dei rifiuti sanitari è una parte essenziale del lavoro di ogni operatore. Riconoscere il tipo di rifiuto, utilizzare il contenitore giusto e seguire le procedure garantisce sicurezza per tutti: operatori, pazienti e ambiente.

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