Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2025

POLMONITE AB INGESTIS (DA ASPIRAZIONE): COS’È, CAUSE, SINTOMI, DIAGNOSI, TERAPIA E PREVENZIONE

La polmonite ab ingestis è un’infezione dei polmoni che nasce quando materiale proveniente da bocca o stomaco (saliva, cibo, bevande, vomito, succhi gastrici) finisce nelle vie aeree. È utile distinguere due situazioni:

  • Pneumonite da aspirazione: irritazione chimica dovuta soprattutto ai succhi gastrici, spesso senza batteri.
  • Polmonite da aspirazione: vera infezione causata dai germi presenti nel cavo orale.
    Le due condizioni possono sovrapporsi: a volte l’irritazione iniziale apre la strada all’infezione.

Cause e fattori di rischio

L’aspirazione si verifica quando i meccanismi di protezione delle vie aeree non funzionano bene (epiglottide, riflesso della tosse, stato di coscienza). I fattori più comuni sono:

  • Disfagia dopo ictus, Parkinson, demenze o malattie neuromuscolari.
  • Ridotto livello di coscienza per alcol, sedativi, anestesia o crisi.
  • Reflusso gastroesofageo e vomito.
  • Dispositivi come sondini o intubazione, specie se mal posizionati.
  • Igiene orale scarsa e denti malati.
  • Liquidi oleosi o idrocarburi che irritano i polmoni (pneumonite chimica).

Sintomi

I segnali tipici sono tosse, fiato corto, febbre, talvolta dolore al petto e sibili. Il catarro può essere denso, a volte maleodorante. Nei casi importanti compaiono cianosi (colorito bluastro), affaticamento marcato e sensazione di soffocamento. All’imaging, gli addensamenti polmonari tendono a localizzarsi nelle zone “dipendenti” dalla gravità (lobi inferiori o regioni posteriori, più spesso a destra).

Diagnosi

Il medico parte da storia clinica e visita (eventi di aspirazione, fattori di rischio). Poi richiede:

  • Esami del sangue per valutare l’infiammazione.
  • Radiografia del torace per identificare aree di consolidamento.
  • TC torace se serve più dettaglio o si sospettano complicanze.
  • Colture dell’espettorato nei casi indicati.
  • Broncoscopia quando si sospetta un corpo estraneo o un tappo mucoso, o per prelievi mirati.

Terapia

1) Supporto
Si assicura una buona ossigenazione, si posiziona il paziente con testata sollevata, si esegue aspirazione delle secrezioni quando indicato, si mantiene idratazione adeguata. I corticosteroidi non sono usati di routine. La fisioterapia respiratoria e le tecniche di igiene bronchiale aiutano a liberare le vie aeree.

2) Antibiotici: quando servono

  • Pneumonite da aspirazione (chimica): spesso migliora in 24–48 ore con sola terapia di supporto; gli antibiotici non sono necessari se non ci sono segni di infezione.
  • Polmonite da aspirazione (infettiva): si usano antibiotici scelti in base al contesto (domicilio/ospedale), allo stato del paziente e alle possibili complicanze. La copertura contro i germi anaerobi si riserva a ascesso, empiema o polmonite necrotizzante.

3) Procedure

  • Broncoscopia per rimuovere materiale aspirato ostruente.
  • Drenaggio pleurico se compare empiema.
  • Ventilazione non invasiva o invasiva nei casi gravi con insufficienza respiratoria.

Complicanze

Le principali sono ascesso polmonare, empiema pleurico, insufficienza respiratoria acuta e ricoveri prolungati. Sono più probabili se la causa di base (es. disfagia) non viene trattata.

Prevenzione

La prevenzione è decisiva, soprattutto nei pazienti fragili:

  • Valutazione della deglutizione e riabilitazione logopedica quando serve.
  • Igiene orale quotidiana accurata, con assistenza se necessario.
  • Posture corrette ai pasti e consistenze adeguate degli alimenti.
  • Testata del letto a 30–45° per chi è allettato.
  • Uso prudente di sedativi e controllo del reflusso.
  • Formazione di caregiver e operatori su segnali d’allarme e manovre di sicurezza.

Conclusioni

La polmonite ab ingestis è frequente e potenzialmente seria, ma con riconoscimento precoce, supporto adeguato e uso mirato degli antibiotici si può gestire con efficacia. Il punto chiave è prevenire le recidive: intervenire sulla disfagia, curare l’igiene orale, adottare posture e consistenze adatte, riduce molto il rischio. Dopo un episodio, è utile un piano personalizzato condiviso con medico, logopedista e famiglia.


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