COME SI E’ ARRIVATI AL SSN
Il Servizio Sanitario Nazionale non è nato all’improvviso, ma è il risultato di un lungo percorso storico, giuridico e sociale. Dopo l’Unità d’Italia emerse la necessità di dare regole più uniformi alla tutela della salute pubblica. Uno dei primi passaggi fondamentali fu la legge Crispi-Pagliani del 1888, che organizzò in modo più chiaro la sanità pubblica e rafforzò il ruolo centrale dello Stato in questo settore.
Poco dopo, con la legge del 1890, molte opere pie e istituzioni assistenziali vennero ricondotte nell’ambito delle IPAB, cioè gli istituti pubblici di assistenza e beneficenza. In questa fase, però, l’assistenza non era ancora pensata come un diritto universale di tutti i cittadini, ma restava in gran parte legata alla beneficenza e a un modello frammentato, diverso da territorio a territorio.
Nel corso del Novecento si consolidò poi il sistema mutualistico. L’assistenza sanitaria era garantita soprattutto attraverso enti e casse mutue, collegati in larga parte alla condizione lavorativa. Questo significava che la tutela non era davvero uguale per tutti: chi era inserito in certi circuiti aveva una copertura, mentre altri cittadini restavano più esposti a differenze e limiti di accesso. Proprio questo modello mostrò nel tempo molti problemi di disuguaglianza, frammentazione e sostenibilità.
Un passaggio decisivo arrivò nel secondo dopoguerra. Nel 1945 fu istituito l’Alto Commissariato per l’Igiene e la Sanità e nel 1948 la Costituzione italiana, con l’articolo 32, riconobbe la salute come diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività. Nel 1958 nacque poi il Ministero della sanità. Da quel momento il tema sanitario non fu più visto solo come assistenza ai malati, ma sempre di più come responsabilità pubblica da organizzare e garantire.
Negli anni Sessanta e Settanta la riforma fece ulteriori passi avanti. Con la legge Mariotti del 1968 gli ospedali divennero enti ospedalieri e l’assistenza ospedaliera pubblica fu meglio disciplinata. Nel 1974, con l’estinzione dei debiti mutualistici e con nuove norme sul finanziamento ospedaliero, il vecchio sistema mostrò ancora di più la necessità di una riforma complessiva. Nello stesso clima riformatore del 1978, anche la legge 180 segnò una svolta importante nel campo della salute mentale, favorendo un approccio più umano e territoriale.
Il punto di arrivo fu la legge n. 833 del 23 dicembre 1978, con cui venne istituito il Servizio Sanitario Nazionale. Da quel momento la salute venne organizzata secondo un principio nuovo: non più assistenza legata al lavoro o alla categoria di appartenenza, ma tutela rivolta a tutta la popolazione. Il SSN nasce quindi come un sistema pubblico fondato su universalità, uguaglianza, prevenzione, cura e riabilitazione, con l’obiettivo di proteggere la salute fisica e psichica di ogni persona nel rispetto della dignità umana.
Conclusione
Capire come si è arrivati al SSN significa comprendere una conquista civile fondamentale. La sanità italiana è passata da un modello frammentato e legato alle mutue a un sistema pubblico pensato per tutti.