ANISOCORIA
Per anisocoria si intende una disuguaglianza di diametro tra le due pupille, di misura uguale o superiore a 0.4 mm e inferiore a 1 mm.
L’anisocoria può essere semplicemente un’anomalia fisiologica senza altri sintomi e non causata da alcuna patologia oppure può essere il sintomo di una patologia grave, a cui bisogna prestare subito attenzione e le adeguate cure mediche.
Le cause più frequenti di anisocoria sono disfunzioni neurologiche o iridee ma può essere causata anche da traumi cranici o oculari, da difetti iridei congeniti, da patologie che portano a restringimento o dilatamento della pupilla e, a volte, anche da alcuni farmaci e altre sostanze.
Sintomi e cause
Solitamente l’anisocoria, a parte la differenza di dimensione tra le due pupille, non ha altri sintomi legati ad essa, poiché i sintomi che si presentano dipendono dalla patologia che l’ha causata.
Quindi, l’anisocoria non è una patologia in sé, ma può essere un sintomo di una patologia più grave su cui indagare con tempestività.
Le cause più pericolose dell’anisocoria possono essere:
– Tumore al cervello;
– Meningite;
– Forte trauma cranico;
– Aneurisma cerebrale.
In generale, le patologie in cui si verifica l’anisocoria sono diverse:
– Sindrome di Horner: è una patologia che ha origine da un’anomalia di trasmissione nervosa tra i muscoli oculo-facciali di un solo lato del viso e il cervello ed è caratterizzata da miosi persistente, anidrosi e ptosi della palpebra.
Nello specifico, la miosi persistente è quando il diametro della pupilla resta ristretto anche al buio; l’anidrosi è l’incapacità di secernere sudore in metà del volto o in una sua parte; la ptosi è quando la palpebra è calante totalmente o parzialmente.
– Paralisi del nervo oculomotore, che può essere causata da aneurisma cerebrale, tumore cerebrale, trauma cranico e ischemia con danni al nervo oculomotore;
– Anisocoria meccanica, ovvero quella causata da traumi oculari, come contusioni a un occhio, infiammazioni oculari e operazioni chirurgiche alla cataratta.
Questi traumi, infatti, possono provocare l’aderenza tra la parte anteriore del cristallino e la parte posteriore dell’iride influenzando così le funzionalità di dilatazione e restringimento della pupilla dell’occhio che ha subito il trauma;
– Meningite: un’infiammazione delle meningi e/o del liquor (il fluido cerebrospinale) che rivestono midollo spinale e cervello. È causata da virus, batteri, lupus eritematoso sistemico, sarcoidosi, ecc.
– Sindrome di Adie, chiamata anche pupilla tonica di Adie: è una patologia neurologica contraddistinta da una pupilla che risponde più lentamente agli stimoli luminosi, ovvero che si dilata o restringe in tempi più lunghi del normale.
L’anisocoria, in alcuni casi, può essere provocata anche da emicrania ed epilessia.
Inoltre, circa il 20% delle persone sane, ovvero che non presentano alcuna patologia nervo-oculare e che non assumono farmaci che possono causare anisocoria, hanno una disuguaglianza marcata tra le due pupille, stimata tra 0.4 mm e 1 mm. Tale caratteristica è definita anisocoria fisiologica.
I farmaci che possono provocare l’anisocoria possono essere la scopolamina (un alcaloide), il destrometorfano (un farmaco per il trattamento della tosse) e alcuni colliri contenti tropicamide o pilocarpina, la prima è una sostanza che dilata le pupille, mentre la seconda le restringe.
Altre sostanze che possono provocare l’anisocoria sono alcune droghe come la cocaina e l’ecstasy.
L’anisocoria è un sintomo delle patologie sopra esposte quando si associa a uno o più dei seguenti sintomi:
– forte mal testa;
– sensibilità alla luce;
– crisi epilettiche;
– palpebra calante;
– nausea;
– torcicollo;
– febbre;
– visione offuscata o doppia;
– confusione;
– perdita della vista;
– midriasi marcata, ovvero la dilatazione della pupilla avviene anche al buio.
Diagnosi e terapia
Quando l’anisocoria si verifica all’improvviso o in seguito a un trauma cranico e in associazione con un forte mal di testa è meglio contattare subito il proprio medico per effettuare una visita.
Quando, in caso di anisocoria fisiologica, si verifica un peggioramento della disuguaglianza di diametro tra le pupille o si avverte uno o più dei sintomi associati ad altre patologie che abbiamo visto alla fine del paragrafo precedente, è meglio farsi visitare da un medico.
Per la diagnosi, il medico, oltre a chiedere al paziente quali sintomi presenta, potrà effettuare altri esami quali:
– emocromo completo;
– esami del sangue particolari, ovvero test della proteina C reattiva, formula leucocitaria e VES (velocità di eritrosedimentazione). Questi esami sono utili in caso di infiammazioni oculari e meningite;
– test dei colliri, ovvero somministrazione di diversi colliri per valutare la reazione delle pupille, test utile a verificare la presenza di Sindrome di Horner;
– TAC, RMN e raggi X alla testa, per verificare la presenza di tumore al cervello, aneurisma cerebrale, trauma cranico, danni al nervo oculomotore e sindrome di Adie;
– Puntura lombare e analisi del liquido cerebrospinale, per verificare la presenza di meningite o altre infiammazioni delle meningi.
Le terapie per l’anisocoria sono quelle mirate per curare la patologia che l’ha causata.
Mentre l’anisocoria fisiologica non richiede alcuna terapia.