Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio 2026

BPCO BRONCOPNEUMOPATIA CRONICA OSTRUTTIVA

La BPCO, ovvero broncopneumopatia cronica ostruttiva, è una malattia cronica e progressiva dei polmoni dalla quale non si può guarire. Colpisce le vie respiratorie e rende sempre più difficile respirare, soprattutto durante la fase di espirazione. Il problema principale è l’ostruzione dei bronchi, che impedisce all’aria di uscire correttamente dai polmoni.

Chi soffre di BPCO non riesce a eliminare completamente l’anidride carbonica prodotta dal corpo. Questa sostanza resta nei polmoni e nel sangue in quantità superiori alla norma. Per compensare, l’organismo aumenta lo sforzo respiratorio, ma con il tempo questo meccanismo diventa inefficace e la respirazione diventa sempre più faticosa.

Le cause della BPCO sono ben definite. Il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio. Anche l’inquinamento atmosferico, l’esposizione a polveri industriali, alcune condizioni di malnutrizione e, più raramente, una predisposizione familiare possono favorire lo sviluppo della malattia.

I sintomi più comuni sono la dispnea, cioè la difficoltà respiratoria soprattutto durante l’espirazione, e la tosse cronica, spesso accompagnata da espettorato. Sono frequenti anche raffreddori e infezioni respiratorie. Spesso il paziente tende a sottovalutare questi segnali, soprattutto se è fumatore, pensando che siano normali. In realtà la BPCO, se non trattata, peggiora in modo lento ma continuo.

Nei casi più avanzati o durante le riacutizzazioni, il paziente può aver bisogno di ossigenoterapia. L’ossigeno aiuta a mantenere livelli adeguati di ossigeno nel sangue e riduce la sensazione di affanno. Può essere utilizzato per periodi limitati, ad esempio dopo una dimissione ospedaliera, oppure a lungo termine. L’ossigenoterapia prolungata, anche se non continua, può migliorare la qualità e l’aspettativa di vita nei pazienti con BPCO grave.

Un esame importante per questi pazienti è l’emogasanalisi, chiamata anche EGA. Serve a misurare la quantità di ossigeno e anidride carbonica nel sangue. L’OSS non esegue questo esame, ma ha il compito di trasportare correttamente il campione di sangue per l’analisi.

Il ruolo dell’OSS con il paziente affetto da BPCO è fondamentale. L’OSS svolge un’importante funzione educativa, aiutando il paziente a ridurre i fattori di rischio e a comprendere meglio la malattia. Fornisce supporto psicologico, perché convivere con la difficoltà respiratoria può generare ansia e paura.

Dal punto di vista assistenziale, l’OSS si occupa dell’igiene del cavo orale, dell’idratazione, del controllo dei presidi per l’ossigenoterapia e dell’osservazione della cute nelle zone di contatto con mascherine e forcelle nasali. Collabora alla mobilizzazione del paziente, alla prevenzione delle riacutizzazioni e alla raccolta dei campioni di espettorato. Tutti questi interventi contribuiscono a migliorare il benessere e la sicurezza della persona assistita.

Conclusione

La BPCO è una patologia seria che richiede attenzione, continuità assistenziale e collaborazione tra operatori sanitari. L’OSS ha un ruolo centrale nel supporto quotidiano del paziente, aiutandolo a vivere meglio nonostante la malattia.


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