Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2026

LESIONI DA PRESSIONE: STADI E COMPETENZE DELL’OSS

Le lesioni da pressione, oggi definite in modo più corretto rispetto al passato, sono danni della pelle e dei tessuti causati da una pressione prolungata. Colpiscono soprattutto le zone ossee come sacro, talloni e anche. Quando il sangue non arriva bene ai tessuti, questi iniziano a soffrire fino a danneggiarsi. Non esiste solo la pressione come causa. Anche lo sfregamento, il trascinamento del paziente, l’umidità dovuta a sudore o incontinenza e una scarsa alimentazione aumentano il rischio.

La classificazione aggiornata distingue quattro stadi principali. Nel primo stadio la pelle è ancora integra ma arrossata e non torna normale alla pressione. Nel secondo stadio compaiono lesioni superficiali, come vescicole o piccole ulcere. Nel terzo stadio il danno è più profondo e arriva ai tessuti sottocutanei. Nel quarto stadio si arriva a strutture profonde come muscoli e ossa. Esistono poi lesioni non valutabili quando la ferita è coperta da tessuti necrotici.

Negli ultimi aggiornamenti si dà ancora più importanza alla prevenzione. Qui entra in gioco in modo centrale l’Operatore Socio Sanitario. L’OSS non fa diagnosi, ma osserva, segnala e interviene precocemente. È spesso la prima persona che può accorgersi di un arrossamento o di un cambiamento della pelle.

L’OSS contribuisce alla raccolta delle informazioni, anche attraverso strumenti come la scala di Braden, ma la valutazione finale resta responsabilità infermieristica. Questo è un punto molto importante anche nei concorsi.

Il vero cuore del lavoro dell’OSS è nella prevenzione quotidiana. Significa aiutare il paziente a cambiare posizione, curare l’igiene della pelle, mantenere la cute asciutta, controllare che non ci siano pieghe nelle lenzuola e favorire una buona alimentazione e idratazione.

Oggi è ancora più chiaro che l’OSS è una figura fondamentale nell’équipe. Non è solo esecutore, ma osservatore attivo. Segnalare subito un arrossamento può evitare una lesione grave.

Per quanto riguarda le medicazioni, l’OSS non interviene in autonomia sulle lesioni aperte. Dallo stadio 2 in poi la gestione è infermieristica. L’OSS collabora preparando il materiale, aiutando il paziente e supportando durante la procedura. Può invece applicare prodotti protettivi solo se indicato e previsto da protocolli.

L’assistenza moderna mette al centro la persona. Prevenire una lesione significa evitare dolore, infezioni e ricoveri più lunghi. Ed è proprio qui che il lavoro dell’OSS fa la differenza ogni giorno

Conclusione

Le lesioni da pressione non si combattono solo con le cure, ma soprattutto con attenzione e prevenzione. L’OSS è la figura chiave perché vive accanto al paziente ogni giorno. Osservare, intervenire subito e collaborare con l’équipe significa fare assistenza di qualità e proteggere la salute della persona.


FILIPPO ORALI

Il numero crescente di scuole che adotta il mio materiale testimonia la qualità di contenuti sempre aggiornati secondo i protocolli ufficiali più recenti.

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