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BLS-D PER ADULTI RIVOLTO A PERSONALE SANITARIO IN TEMPO DI COVID: SPIEGAZIONE E PROCEDURA .

Con l’acronimo BLS-D si intende Basic Life Support and Early Defibrillation che possiamo tradurre con la definizione “Supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione”. Si tratta, in sostanza, di un protocollo che comprende una serie di azioni e di manovre di primo soccorso da attuare in situazioni di emergenza e soprattutto in situazioni di arresto cardiaco e/o respiratorio.

La pandemia dovuta al SARS CoV-2 ha sottoposto la nostra vita a molte modifiche ed anche le prassi di primo soccorso sono state rivalutate per garantire la sicurezza del personale sanitario atto ad intervenire, oltre alla corretta pratica di intervento.

In questo articolo ci occuperemo di verificare cosa prevede il protocollo per operatori sanitari, tenuto conto dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, nelle operazioni di BLS-D nell’adulto.

L’aggiornamento delle linee guida è un atto dovuto e necessario per ridurre il rischio di esposizione del personale sanitario e dei soccorritori al virus.

  1. Prima cosa fondamentale da fare è valutare la sicurezza e indossando sempre e correttamente i dispositivi di protezione individuale (DPI)
  2. Se è possibile avvicinarsi in sicurezza, provare a chiamare ed a scuotere leggermente la persona in pericolo afferrandola nella parte inferiore del corpo. Se questa persona non risponde cercare di allineare il corpo scoprendo il torace. L’operatore sanitario dovrà in questo caso posizionarsi al lato della persona priva di conoscenza.
  3. Effettuare il controllo MO. TO. RE (Movimenti, Tosse, Respiro) per un tempo di circa 10 secondi. Attenzione: in questa fase è richiesto di non avvicinarsi a naso o bocca della vittima e non aprire le vie aeree.
  4. Se la vittima presenta tosse, i soccorritori dovranno incentivarla, mantenendo le opportune distanze. In questo caso non si deve applicare alla vittima alcuna mascherina.
  5. Nel caso in cui sia verificata una possibile ostruzione delle vie aeree è richiesto di proseguire con le normali manovre di disostruzione come previsto dalle linee guida, a prescindere dal presunto stato di COVID-19.
  6. Nel momento in cui è stato verificato che la vittima non respira autonomamente o nel caso in cui il respiro fosse visibilmente anomalo è necessario attivare le operazioni di soccorso avanzato.
  7. Nell’attesa dell’arrivo del soccorso avanzato posizionare su naso e bocca della vittima una protezione quale ad esempio una mascherina di tipo chirurgico e dare il via alle operazioni di massaggio cardiaco come descritto: sovrapporre le mani al centro del torace. Con le braccia tese procedere alla compressione profonda e veloce e senza interruzioni. Tra una compressione e l’altra, lasciare risalire il torace senza staccare le mani.
  8. Non appena disponibile il Defibrillatore semiautomatico Esterno (DAE) seguirne le istruzioni vocali.
  9. Applicare le piastre sul torace nella corretta posizione.
  10. Allontanare chiunque sia attorno alla vittima annunciando l’utilizzo della scarica e soprattutto non toccare la vittima durante queste operazioni.
  11. Erogare la scarica.
  12. Riprendere le tecniche di rianimazione cardiopolmonare (RCP) con cicli di 30 compressioni e 2 ventilazioni.
  13. Le ventilazioni devono essere effettuate da almeno 2 addetti al personale sanitario (2 soccorritori) in quanto è necessario che uno tenga la mascherina premuta sul viso della vittima e l’altro proceda alla ventilazione a mezzo di pallone auto espansibile per poi riprendere il massaggio cardiaco.
  14. A seguito delle operazioni RCP è necessario effettuare una accurata analisi delle condizioni del paziente.
  15. Nelle operazioni di rianimazione cardiopolmonare è necessario che i 2 operatori sanitari si diano il turno ogni 2 minuti circa al fine di garantire sempre le prestazioni ad uno stato ottimale.
  16. Continuare con le operazioni di rianimazione RCP fino all’arrivo del soccorso avanzato.

Visti i meccanismi di trasmissione del virus Sars Cov-2 (attraverso le vie aeree) è richiesto che il personale sanitario indossi sempre i dispositivi di protezione individuale per aerosol quali guanti, camice idrorepellente a maniche lunghe, maschera facciale filtrante e protezione per occhi e viso.

È necessario prestare attenzione al fatto che le compressioni toraciche e la rianimazione cardiopolmonare possono generare aerosol.

Nei casi gli operatori sanitari effettuino una valutazione rischio beneficio a favore dei benefici è possibile effettuare la defibrillazione prima di indossare i DPI.

L’avvento della pandemia ha spostato sicuramente l’attenzione della sicurezza dei pazienti alla sicurezza degli operatori sanitari. L’aumentare del rischio di infezioni per il soccorritore deve per forza arrivare a modificare l’approccio terapeutico anche se è necessario non perdere di vista il fatto che ritardare l’inizio della rianimazione può costare la vita dei pazienti in arresto cardiaco.

Prassi salvavita quali la rianimazione cardio polmonare è necessaria anche durante la pandemia e quindi è molto importante effettuare una formazione mirata a tutto il personale sanitario coinvolto in tali operazioni.