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ALZATA PAZIENTE EMIPLEGICO DAL LETTO ALLA CARROZZINA

Il paziente emiplegico ha una paralisi alla parte destra o alla parte sinistra del corpo, questa situazione si genera in conseguenza a un danno cerebrovascolare o spinale che può presentarsi sin dalla nascita o durante il corso della vita a causa di incidenti, traumi cerebrali o alcune patologie.

Le tipologie di emiplegia sono quattro:

  • Emiplegia cerebrale, causata da un danno cerebrale;
  • Emiplegia spastica, quando la paralisi è accompagnata da movimenti spastici del lato plegico;
  • Emiplegia spinale, causata da un danno alla colonna vertebrale;
  • Emiplegia facciale, quando la paralisi interessa metà del viso.

L’Operatore Socio Sanitario deve sempre porsi dal lato del corpo con il deficit per sostenere il paziente e sostituirsi all’arto di appoggio non funzionante.

Il ruolo dell’OSS, inoltre, è anche quello di favorire la riabilitazione, quindi (esclusi i casi più gravi) non sempre l’operatore si sostituirà completamente al lato plegico, ma sarà di supporto.

Operazioni preliminari

Per mobilizzare il paziente dal letto alla carrozzina bisogna sempre consultare e seguire alla lettera le istruzioni del fisiatra o fisioterapista per evitare movimenti sbagliati e creare lesioni o incidenti.

Inoltre, dove previsto e se necessario, l’operatore dovrà utilizzare gli ausili per facilitare la mobilizzazione o chiedere la collaborazione di un altro operatore.

In ogni caso, l’OSS dovrà assumere sempre posture corrette e non compiere movimenti sbagliati in modo da tutelare anche la propria sicurezza.

Altra operazione preliminare molto importante è ispezionare attentamente la carrozzina e assicurarsi che funzioni perfettamente, sia in ottime condizioni e non abbia parti sporgenti e pericolose per la sicurezza del paziente e di sé stesso. Infine, verificare che la carrozzina sia igienizzata prima di essere utilizzata.

Operazioni per mobilizzare il paziente emiplegico dal letto alla carrozzina

Prima di iniziare le operazioni di mobilizzazione, l’OSS si avvicinerà al paziente, lo saluterà, si presenterà e gli spiegherà quali operazioni si stanno per compiere invitandolo a collaborare nelle diverse fasi, utilizzando la parte sana del corpo come sostegno.

Per facilitare le operazioni bisogna far scendere il paziente dal lato del letto corrispondente alla metà sana del suo corpo, in modo da potersi appoggiare e sorreggersi.

Le modalità di supporto al paziente durante l’alzata dipendono molto dallo stato della ripresa dello stesso, in ogni caso bisogna evitare di fare pressione o trazione sugli arti plegici e, se possibile, fare indossare il tutore per l’arto superiore.

La prima cosa da fare è rimuovere le coperte, poi, con il paziente supino piegare con attenzione il ginocchio plegico e ruotare il paziente sul lato opposto, ovvero su quello sano.

A questo punto, far sedere il paziente sul bordo del letto afferrandolo con una mano da sotto le ginocchia e con l’altra bene aperta dietro alle scapole, prestando attenzione a flettere le proprie ginocchia e non assumere posture scorrette.

A questo punto bisogna assicurarsi che il paziente non abbia capogiri e fargli indossare le calzature.

Avvicinare la sedia a rotelle al letto e bloccare le ruote, sollevare il paziente prendendolo da sotto le ascelle invitandolo a mettere l’arto sano attorno alle spalle dell’operatore che dovrà flettere le proprie ginocchia e ruotare lentamente gambe e bacino per portare il paziente sulla sedia a rotelle.

Durante queste operazioni bisogna fare attenzione a non far scivolare l’arto inferiore plegico del paziente, per questo motivo sarà necessario creare una barriera con il proprio piede.

Posizionare nel modo corretto il paziente sulla carrozzina, sistemare i suoi piedi sulle predelle e, infine, assicurarlo alla sedia a rotelle con le cinture predisposte.

In tutte le operazioni sarà di fondamentale importanza chiedere la collaborazione del paziente che dovrà sostenersi al lato sano.

 

Categorie: Procedure

Filippo

Fermarsi significa retrocedere.

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