ANSIA E PAZIENTE ANSIOSO: COMPITI E COMPETENZE OSS

 Il termine ansia deriva dal verbo latino angere che significa “stringere, soffocare”; è quindi uno stato di agitazione, una sensazione di soffocamento della mente, di fronte a situazioni incerte o di possibile pericolo; stato la cui intensità differisce a seconda del carattere di ciascuno. Bisogna distinguere tra quella che è un’ansia normale, cioè fisiologica, da quella che diventa una vera e propria patologia.

·         L’ansia fisiologica è provocata da una situazione reale, conosciuta ma non usuale e quindi attiva tutte le risorse psicologiche e fisiche di una persona al fine di trovare una soluzione o di adattarsi alla nuova situazione.

·         L’ansia patologica invece limita le capacità di adattarsi di ognuno di noi, è vaga, generalizzata, cioè non è rivolta verso uno specifico accadimento, è caratterizzata da una sensazione di incertezza riguardo al futuro; la sua intensità è tale da provocare una vera e propria sofferenza fisica, si presenta spesso insieme ad altri problemi psichici o psichiatrici come la demenza, il disturbo ossessivo compulsivo, la depressione e la schizofrenia.

 L’ansia colpisce più le donne degli uomini; alcuni studi hanno dimostrato che può esserci una componente ereditaria, nel caso in cui ci sia stato almeno un componente della famiglia affetto da una patologia simile; c’è anche una componente di tipo biologico, cioè la bassa produzione di serotonina (detta ormone del buonumore) accompagnata da una eccessiva produzione di noradrenalina (detta ormone dello stress); in ultimo sembrano esserci anche delle cause inconsce derivanti, secondo Freud, da conflitti irrisolti sia nell’infanzia che nella vita adulta. Come si può capire l’ansia ha mille sfaccettature differenti, ma non è compito dell’oss individuare quali siano le origini o le motivazioni, il compito dell’operatore socio sanitario è saper individuare uno stato ansioso nel paziente e saperlo gestire con le risorse a sua disposizione.

Durante la vita lavorativa l’oss si confronta con diverse tipologie di persone e quindi con altrettanti possibili stati di ansia; per questo è importante saper comunicare. La comunicazione che sia verbale o non verbale, ha grande rilevanza nella gestione di un paziente in stato di agitazione, ansioso, preoccupato. Ecco perché insieme alla conoscenza delle procedure, delle leggi sanitarie, dei protocolli, è importante anche sviluppare una buona capacità di comunicazione empatica; l’empatia è una dote importantissima per un operatore socio sanitario, che permette di mettersi nei panni dell’altro senza però lasciarsi sopraffare dalla sua sofferenza; quindi permette all’oss di sentire la preoccupazione o la paura del paziente senza che queste emozioni diventino parte di lui.

Può succedere che un paziente in attesa di un referto, di un esame, di una diagnosi si senta ansioso, agitato, abbia paura e manifesti questa sua sensazione di disagio sia a livello psicologico che fisico.  I sintomi fisici, quindi visibili, più frequenti e che devono mettere in allarme l’operatore sono: difficoltà di respirazione, fame d’aria, respirazione accelerata, vertigini, vampate di calore o senso di freddo, formicolio a varie parti del corpo, sensazione di nodo alla gola, bocca asciutta, diarrea, tremolio, minzione frequente, eccessiva sudorazione e tensione muscolare. Di fronte ad un paziente che presenta alcuni di questi sintomi, per prima cosa l’oss deve avvisare l’infermiere, affinché questo possa intervenire con la terapia più adatta alla situazione; nel frattempo  resta vicino al paziente e comunica con lui cercando di mantenere un tono di voce modulato, tranquillo, facendo capire alla persona che in quel momento è pervasa da un senso di panico, che non è sola, che la sua paura è più o meno giustificata; l’oss può tenere il paziente per mano, guardarlo negli occhi, sorridere, chiacchierare del più e del meno per distrarlo dal pensiero che lo preoccupa e così facendo riuscire a controllare che i sintomi vadano via via scomparendo. Sebbene la giornata di lavoro sia pesante, a volte concitata, è importante trovare qualche attimo per scambiare alcune battute con i pazienti ricoverati perché,specialmente in questo ultimo anno, si sentono soli, non possono vedere i familiari, non hanno nessuno con cui condividere le loro preoccupazioni. Sono gli operatori che devono sopperire un poco a questa mancanza, lasciando a casa i loro problemi e facendosi in parte carico di situazioni personali a volte pesanti.  

Categorie: Nozioni

Filippo

Fermarsi significa retrocedere.

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