FACCIAMO CHIAREZZA SU UN OGGETTO DIVENTATO DI USO QUOTIDIANO

Stiamo vivendo senza dubbio un momento molto particolare per tutta l’umanità, il Covid-19 fa parte della nostra quotidianità e tutti dobbiamo impegnarci per difendere noi stessi e gli altri. Il dispositivo di protezione più utilizzato è la mascherina: sin dalla sua comparsa ci sono state dispute e discussioni sul suo utilizzo, poi diventato obbligatorio, ma ci si trova spesso nel dubbio su quale sia quella in grado di proteggerci davvero.

Sigle e nomi come “mascherina chirurgica”, “FFP2” e “FFP3” ci suonano familiari, le sentiamo nominare ogni giorno, ma in quanti conoscono la reale differenza che passa dall’una all’altra? L’intento di questo articolo è di fare chiarezza su quest’oggetto che, ormai, è diventato di uso quotidiano.

DIFFERENZA TRA MASCHERINE

Ciò che tutte le mascherine hanno in comune è il fatto di essere dispositivi di protezione individuale (DPI) del tratto respiratorio e vengono utilizzate non solo in ambiente sanitario, ma ormai vi è l’obbligo di utilizzarle anche in tutti gli altri luoghi, pubblici e privati che siano. Ognuna di loro si differenzia per forma e grado di protezione da polveri più o meno sottili e agenti patogeni, quali batteri e virus.

Qualsiasi tipo di mascherina deve rispettare le normative di produzione stabilite dall’UNI e avere il marchio di certificazione dell’Unione Europea sulla confezione.

MASCHERINE CHIRURGICHE

Le mascherine chirurgiche sono dispositivi di protezione individuale monouso, costituite normalmente da tre strati di tessuto non tessuto fusi a caldo con applicazione di elastici per indossarli. Il nome deriva dall’utilizzo dei chirurghi, visto che hanno bisogno di sterilità quando operano.

Questo tipo di mascherine bloccano i droplet di chi le indossa, ovvero il vapore acqueo emesso con la respirazione, le gocce di saliva quando si starnutisce, parla o tossisce, eventualmente portatori di batteri e virus.

Questo tipo di mascherina non è in grado di filtrare le microparticelle di polveri e agenti patogeni, inoltre, non aderendo perfettamente al volto, non fornisce una protezione adeguata e il loro uso va limitato a luoghi non molto affollati e vanno gettate via quotidianamente.

MASCHERINE AD ALTA PROTEZIONE: FFP

La sigla FFP significa “filtering face piece” ovvero “mascherina facciale filtrante”. Rispetto al tipo di mascherine precedenti la loro forma permette la perfetta aderenza al viso. Di solito sono costituite da tessuto con l’aggiunta di materiale filtrante, anch’esse dotate di elastici per poter essere indossate.

La sigla è accompagnata da un numero e che indica il grado di protezione contro le particelle aeree fino a una dimensione di 0.6 μm: le mascherine FFP1 filtrano l’80% di queste particelle, le FFP2 il 94% e le FFP3 sono quelle a più alta protezione con il 99% di potere filtrante.

Questo tipo di mascherine era utilizzato principalmente in luoghi di lavoro dove si maneggiano materiali e polveri sottili. Il tempo massimo di utilizzo prima di gettarle è indicato sulla confezione.

Le mascherine FFP possono essere dotate di una valvola, che serve solo a permettere una respirazione migliore ed evita che si appannino gli occhiali, l’aria calda fuoriesce e con essa anche gli agenti patogeni. Per questo motivo, le mascherine con valvola proteggono solo chi le indossa.

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Filippo

Fermarsi significa retrocedere.

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