AMBITI DI AUTONOMIA DELL’OSS

 La figura dell’Operatore Socio Sanitario, istituita dalla Conferenza Stato-Regioni con accordo del 22/02/2001 (“Accordo tra il Ministero della Sanità, il Ministero per la solidarietà sociale, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano”), migliorato grazie la recente approvazione della Legge 3/2018, e che ha sostituito le precedenti figure di personale ausiliario previste dal D.P.R. del 27/03/1969 n.128, è prevalentemente rivolta al soddisfacimento dei bisogni primari della persona, in base alla teoria della piramide di Maslow. Principalmente, quindi, l’OSS si occupa della persona, dell’ambiente in cui vive (e si cura), del mantenimento delle sue capacità residue, del rafforzamento della sua autostima e autonomia psicofisica. 

L’OSS possiede quindi, a seguito di una formazione professionale, determinate competenze tecniche, relazionali e specifiche che rendono questo profilo necessario all’ausilio della persona in stato di necessità. Sia durante l’assistenza ospedaliera che domiciliare, l’OSS deve collaborare con tutta l’equipe di lavoro per assicurare al paziente il raggiungimento di uno stato di benessere: in questo caso si parla di assistenza diretta alla persona.

Diversamente, ci troviamo di fronte all’assistenza indiretta al paziente quando l’OSS svolge quelle mansioni che contribuiscono indirettamente, appunto, alla salute del paziente, come ad esempio assicurare il comfort ambientale (cambio biancheria letto, igiene ambienti, temperatura-umidità-illuminazione della stanza, ecc..), accudire un paziente autosufficiente (a domicilio o in struttura), assicurare la pulizia e la disinfezione dei presidi utilizzati dal paziente e dagli altri operatori sanitari dell’equipe, trasportare il paziente per visite o esami, effettuare attività domestico-alberghiere, occuparsi del trasporto del materiale (anche biologico) e dei documenti, gestire e smaltire i rifiuti sanitari, aiutare nell’assunzione della terapia (che non vuol dire somministrare!!!), effettuare piccole medicazioni (quando il tessuto non è lesionato), preparare e/o aiutare nell’assunzione dei pasti, relazionarsi con la famiglia del paziente.

Per tutte le altre attività di assistenza al paziente, l’OSS si rapporta e coadiuva l’infermiere, relazionandosi con tutto il gruppo di lavoro che gravita intorno alla persona assistita. Anche se la figura dell’OSS è riconosciuta e regolamentata a livello nazionale, come precedentemente specificato, possono esserci differenze di attribuzione di mansioni tra Regioni diverse.

Quando questa figura sarà riconosciuta in modo univoco, a livello nazionale si potranno evitare fraintendimenti, sovra-mansionamenti ed eventuali abusi di professione che derivano da una differente interpretazione del profilo OSS e attribuzione delle mansioni.


FILIPPO ORALI

Fermarsi significa retrocedere.

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