O.S.S E COPROCOLTURA: ESAME DELLE FECI PER INDIVIDUARE BATTERI E VIRUS – GUIDA COMPLETA

La coprocoltura è un esame che viene eseguito sulle feci e serve per individuare la presenza di batteri o virus; i più comunemente ricercati sono: il Clostridium, l’Escherichia coli, le Shigella, lo stafilococco e le Salmonelle.

Deve essere prescritto dal medico e di solito si esegue sulle feci di quei pazienti che presentano anomalie nell’evacuazione come diarrea, feci non formate, maleodoranti o di aspetto particolare. È una procedura non invasiva e può essere attribuita all’Operatore socio sanitario che la esegue in autonomia. Il materiale occorrente è il seguente: guanti monouso, padella o comoda (in caso di paziente che non soffre di incontinenza fecale), contenitore monouso con coperchio dotato di spatola per la raccolta del campione, etichetta adesiva con i dati identificativi del paziente, brocca, manopole saponate, telo per asciugare, biancheria personale di ricambio o pannolone pulito.

Se il paziente è autonomo l’operatore deve dare precise istruzioni allo stesso su come prelevare le feci, per evitare che vengano contaminate durante la procedura. In caso contrario l’Operatore socio sanitario procede alla raccolta come segue: per prima cosa si reca nella stanza di degenza del paziente, lo identifica, ne garantisce la privacy e lo informa della procedura che deve effettuare, controlla anche che il microclima sia adatto. Esegue il lavaggio sociale delle mani, indossa i guanti e invita il paziente a sollevare il bacino per posizionare la padella oppure il pannolone, gli avvicina il sistema di chiamata e gli chiede di essere avvisato quando è avvenuta l’evacuazione, smaltisce i guanti ed esegue un lavaggio con soluzione alcolica.  

Quando il paziente chiama, l’OSS si reca nella stanza, esegue nuovamente il lavaggio delle mani e indossa un paio di guanti monouso, prende la padella oppure apre il pannolone e preleva, con la spatola attaccata al coperchio del contenitore, un campione di feci sufficiente ad eseguire l’esame prescritto, inserisce il contenuto e avvita il tappo.

Esegue quindi l’igiene intima al paziente, gli cambia la biancheria personale se necessario, si assicura che si trovi in una situazione di comfort, gli avvicina il sistema di chiamata e provvede ad arieggiare la stanza. Smaltisce i guanti e i rifiuti come da procedure aziendali ed esegue il lavaggio sociale delle mani.

Prima di lasciare la stanza, attacca l’etichetta con i dati del paziente al contenitore di raccolta, avendo cura di indossare un paio di guanti monouso puliti che verranno smaltiti in un secondo momento.  Se l’esame va eseguito con urgenza, si reca subito in laboratorio a consegnare il campione con la modulistica necessaria, altrimenti chiede all’infermiere come comportarsi e come conservare il campione.

Se il paziente ha raccolto il campione in autonomia, l’OSSsi assicura che la quantità di feci sia sufficiente, che il contenitore sia chiuso correttamente e appone a questo l’etichetta con i dati del paziente.

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