Oggi voglio ringraziare una Operatrice socio-sanitaria di Ascoli Piceno. Prima, nella Rsa in cui lavorava, ha visto la morte sospetta di alcuni ospiti. Poi i farmaci, i cui dosaggi le sembravano scorretti. Infine, le lamentele dei parenti degli ospiti. Da lì il sospetto. L’operatrice ha iniziato a parlarne con i colleghi, e con i responsabili di struttura. Ma, come riporta TgCom in una notizia di questa mattina, non è stata ascoltata. Risultato? 8 omicidi e 4 tentati omicidi sarebbero stati portati a termine da un infermiere nella struttura dove lavorava. Alla fine, l’operatrice ha dovuto rivolgersi ai Carabinieri. Io posso immaginarmi la paura che ha provato, la paura che tutti gli operatori hanno: dire ad alta voce cosa non va, e perdere il posto. Ormai lo sappiamo: sono gli OSS ad avere il più stretto e umano contatto con i pazienti o gli ospiti. Li lavano, li portano a passeggiare, li ascoltano, ci giocano, anche! Quindi, è normale che siano loro a notare per primi quando qualcosa non va, no? Ma spesso vi dicono di tenere giù la testa, perché o bevete, o affogate. Lancio un appello a tutti voi: tenete gli occhi aperti, e parlate di quello che non funziona, sempre. Spesso nelle strutture vi fanno fare tante cose che non sono di vostra competenza. Vi voglio ricordare che la responsabilità è personale! Dunque, qualunque cosa succeda, la colpa è VOSTRA. Denunciate! Non abbiate paura. Ricordiamoci che domani potremmo essere noi i pazienti! Un applauso sincero all’operatrice di Ascoli. E a tutti gli operatori che tengono gli occhi aperti, e non hanno paura di denunciare per migliorare la vita dei pazienti.


Filippo

Fermarsi significa retrocedere.

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