RILEVAZIONE DELLA SATURAZIONE

La saturazione del sangue è il valore in percentuale di molecole di ossigeno legate all’emoglobina (ossiemoglobina) presenti nel sangue arterioso.

Per rilevare la saturazione si utilizza un apparecchio chiamato saturimetro oppure pulsiossimetro o ossimetro. E’ un apparecchio elettronico di facile utilizzo che può essere usato anche dall’Operatore socio sanitario su attribuzione infermieristica. La procedura è molto facile e veloce da svolgere, perché non è invasiva, ed è una procedura grazie alla quale introducendo un dito all’interno del saturimetro è possibile misurare il livello di ossigeno nel sangue sfruttando la luce assorbita dall’emoglobina.

Per ottenere questo risultato il dispositivo è dotato di una sorgente luminosa in grado di emettere due differenti tipi di luce: infrarossa e rossa. Le caratteristiche di questi fasci di luce che attraversano i tessuti, fanno sì che l’emoglobina assorba il raggio luminoso in modo diverso a seconda del livello di saturazione dell’ossigeno. Detto in altre parole l’emoglobina che contiene una maggior percentuale di ossigeno assorbe una maggior quantità di luce infrarossa, mentre l’emoglobina con una percentuale più povera di ossigeno assorbe una maggior quantità di luce rossa. Il microprocessore che è inserito all’interno del dispositivo registra le diverse variazioni e restituisce un dato in percentuale in modo tale da conoscere il livello di ossigenazione del sangue arterioso.

Per eseguire questa procedura le accortezze che deve avere l’Operatore socio sanitario sono: osservare se il paziente presenta smalto sulle unghie, che è necessario rimuovere con l’acetone poiché non consente la lettura da parte del saturimetro; controllare che le mani non siano troppo fredde, perché una temperatura eccessivamente bassa non consente al dispositivo di funzionare correttamente, per cui sarà necessario utilizzare un’altra sede per la rilevazione (ad esempio il lobo dell’orecchio).  

L’Operatore socio sanitario infine si preoccuperà di disinfettare sia la sede di rilevazione, sia  l’apparecchio dopo il suo utilizzo tra un paziente e l’altro.

La procedura da mettere in atto da parte dell’Operatore socio sanitario è semplice: esegue il lavaggio sociale delle mani, indossa i guanti monouso e si procura il dispositivo di rilevazione della saturazione poi si reca nella camera di degenza, identifica il paziente, si presenta, garantisce la privacy facendo uscire le persone dalla stanza, chiudendo la porta e utilizza un paravento nei confronti degli altri degenti, informa il paziente riguardo quello che sta per fare e ottenuto il suo consenso, valuta una sede idonea sulla  quale applicare il rilevatore (può essere un dito della mano, un dito del piede o il lobo dell’orecchio). Disinfetta l’area scelta per la rilevazione e vi applica il dispositivo, lo accende, attende il risultato e prende nota del valore rilevato, poi rimuove il sensore, si congeda dal paziente accertandosi prima che si trovi in una posizione confortevole, se necessario provvede ai suoi bisogni e alle sue richieste; al termine pulisce il dispositivo e lo disinfetta secondo le indicazioni del costruttore, lo ripone nell’apposita custodia e smaltisce i rifiuti. Riferisce il valore rilevato all’infermiere (senza interpretarlo) e gli comunica anche eventuali problematiche riscontrate durante la procedura.


FILIPPO ORALI

Fermarsi significa retrocedere.

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