RESILIENZA

La resilienza è la capacità di resistere e di trasformare un evento destabilizzante, stressante o doloroso in un’occasione di apprendimento, nonostante ci si trovi in condizioni sfavorevoli, infatti il significato del termine resilienza viene dal latino e significa rimbalzare ed è inteso come la capacità di reagire di fronte alle difficoltà. In ambito sanitario, in questi ultimi anni, l’aspetto della resilienza ha acquisito un’enorme importanza a seguito dell’attenzione alla produttività, al rapporto tra i costi e la qualità di cura e al contatto con la sofferenza e la morte, dato che tutti questi fattori influiscono sul personale in modo sfavorevole; soprattutto in ambito oncologico dove il lavoro procura un alto livello di stress, esaurimento emotivo e sensazione di non essere supportati dall’ambiente lavorativo; oppure in terapia intensiva dove il forte stress, data l’alta mortalità e morbilità dei pazienti e i dilemmi etici con i quali ci si confronta quotidianamente, procurano disordini psicologici come: ansia, depressione, burnout e disturbi post-traumatici da stress. La bella notizia è che studi sulla resilienza affermano che questa capacità di reagire è presente in misura diversa nelle persone fin dalla nascita, infatti è interessante notare come persone resilienti per natura possiedano determinate caratteristiche come: la forza, l’ottimismo, la tolleranza, la pazienza, l’autostima, l’humour, l’adattabilità, la capacità di mantenere relazioni interpersonali positive, essere flessibili, avere intelligenza emotiva, essere coerenti e responsabili ed avere la capacità di separare la vita privata da quella lavorativa. È comunque possibile sviluppare la resilienza o potenziarla.

Ma quali sono le strategie per lo sviluppo o il potenziamento della resilienza?

Un valido aiuto è dato dal supporto delle reti sociali, cioè dal confronto tra colleghi di lavoro perché il loro supporto determina una forma di protezione dagli eventi avversi. Le relazioni tra colleghi, costituite da reciproco aiuto attraverso la condivisione di esperienze analoghe, consentono di affrontare le sfide lavorative quotidiane in modo positivo. Favorisce la resilienza anche avere buone relazioni familiari, di amicizia e sentimentali perché alimentano l’autostima e la sicurezza emotiva personale. Dal punto di vista lavorativo, la resilienza può essere potenziata grazie all’organizzazione del lavoro e al riconoscimento dei propri spazi di autonomia all’interno del proprio ruolo ma anche grazie alla possibilità di poter avere colloqui personali con un counselor, cioè un consulente, che attraverso momenti di riflessione dia un’importante sostegno nei periodi di forte stress. Dal punto di vista personale invece la resilienza è favorita dalla riflessione, dalla chiara percezione di se stessi e delle circostanze, dall’allenamento mentale come la Mindfulness, che permette di partecipare alle esperienze senza esserne coinvolti emotivamente, questo atteggiamento mentale aiuta la persona a mantenere un pensiero chiaro ed equo e permette di sviluppare un giusto equilibrio emotivo. È utile anche praticare la meditazione, l’esercizio fisico aerobico, utilizzare strategie di coping e fare attività come lo yoga, la musica, dedicarsi alla lettura, alla danza e al giardinaggio perché tutte queste attività alimentano la propria autostima e la propria motivazione.

Categorie: Nozioni

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