RESPONSABILITA’  DELL’ OSS

La responsabilità si configura nell’obbligo di rispondere di un’azione antigiuridica, cioè contraria alle norme, e di subire le conseguenze previste dalla legge per quella azione. Quando l’azione antigiuridica si verifica nel corso dell’esercizio professionale si parla di responsabilità professionale; in relazione alle norme violate si configurano le seguenti responsabilità: la responsabilità disciplinare, la responsabilità civile e la responsabilità penale.

La responsabilità civile deriva dalla violazione di norme che sono state poste per tutelare di interessi soprattutto di natura privatistica, si ha quando esercitando le proprie funzioni si causa un danno ingiusto, dovuto a dolo o colpa. Il dolo è un comportamento volutamente illegale, la colpa ha il significato di agire con negligenza, imprudenza o imperizia e in questo caso scatta l’obbligo del risarcimento del danno.

La negligenza è la mancanza d’impegno, è la sbadataggine. L’imprudenza è la mancanza di attenzione alle conseguenze e l’imperizia è la mancanza di preparazione specifica.

La responsabilità penale si ha quando viene commesso un reato, chi commette il reato è quindi responsabile penalmente, perché la responsabilità penale non è trasmissibile a differenza della responsabilità civile che è trasmissibile; per esempio, per le assicurazioni, quando viene causato un danno a un’automobile, a una casa o anche alle persone, intervengono pagando il danno dopodiché intervengono aumentando il premio assicurativo a chi ha causato il danno.

Per quanto riguarda le responsabilità dell’OSS sarebbe troppo riduttivo dire che le sue responsabilità iniziano e finiscono all’interno delle sue competenze, perché sappiamo che alcune competenze vengono attribuite all’OSS dal personale infermieristico. Perciò è necessario che l’OSS abbia ben chiaro quali siano le sue competenze e quale sia il suo profilo professionale perché l’attribuzione di una competenza può essere rifiutata dall’OSS; ad esempio è vero che l’infermiere può attribuire all’OSS la corretta assunzione della terapia, ma può anche attribuirgli la somministrazione di una terapia intramuscolare, e l’OSS deve sapere che ciò NON FA PARTE DELLE SUE COMPENTENZE e può, per questa ragione, rifiutarsi di farlo.

Dobbiamo considerare che ci sono variabili che entrano in gioco per quanto riguarda l’attribuzione delle competenze come: il livello di semplicità del compito attribuito, il livello di ripetibilità del compito, la presenza o l’assenza di rischi correlati al compito da effettuare.

Poi ci sono variabili relative alla persona assistita: il livello di complessità connesso al soddisfacimento dei suoi bisogni, le caratteristiche e la quantità dei fattori di rischio della persona assistita, il livello di comprensione e l’integrità delle capacità cognitive dell’assistito.

Ci sono poi variabili relative all’Operatore socio-sanitario: il livello delle conoscenze, le abilità acquisite durante il percorso formativo e lavorativo, il grado di sviluppo del senso di responsabilità, la presenza di un’efficace comunicazione interpersonale tra operatori.

Per riassumere, è vero che la responsabilità dell’OSS inizia e finisce nell’ambito delle sue competenze ma è anche vero che l’OSS deve essere particolarmente attento e conoscere attentamente le competenze che riguardano il suo profilo professionale e non deve accettare attribuzioni che non fanno parte del suo profilo, anche perché la differenza tra lavorare nel pubblico e nel privato è grandissima.

Ma ricordiamo che la responsabilità penale è personale, si va in tribunale e si rischia la galera; nessun ospedale, casa di riposo, struttura o cooperativa si farà mai carico di una colpa lieve o grave di un operatore; quindi, durante lo svolgimento del lavoro dobbiamo porre massima attenzione a quelle che sono le nostre competenze professionali.

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