MORBO DI ALZHEIMER

Il morbo di Alzheimer è una patologia neurodegenerativa, di tipo irreversibile e ad avanzamento progressivo che causa il danneggiamento graduale delle cellule cerebrali.

È la forma più comune di demenza nelle persone anziane e causa la perdita progressiva delle funzioni cognitive, colpendo in particolar modo i centri della parola, del pensiero e della memoria.

Sintomi

Per le persone affette dal morbo di Alzheimer, anche le più semplici attività quotidiane possono essere difficili da svolgere poiché questa patologia colpisce le aree del cervello che controllano diverse funzioni.

Per questo motivo, i sintomi del Morbo di Alzheimer sono molti e di differenti tipologie:

  • Amnesia anterograda: incapacità di ricordare eventi avvenuti recentemente;
  • Agnosia: pur riconoscendo gli oggetti, la persona è incapace di ricordarne il nome;
  • Aprassia: incapacità di compiere le azioni comuni quotidiane come cucinare, preparare il caffè, ecc.;
  • Anomia: incapacità di nominare, riconoscere e definire un oggetto;
  • Agrafia: difficoltà nello scrivere;
  • Cambiamenti dell’umore, della personalità e del comportamento, apatia, stato confusionale, depressione, aggressività e delirio;
  • Disorientamento spazio-temporale: la persona non si rende conto e non è in grado di dire dove si trova, che giorno/mese è, ecc.;
  • Acalculia: incapacità di svolgere le operazioni matematiche, anche le più semplici;
  • Deficit intellettivi: la persona non riesce a pianificare, ragionare e giudicare;
  • Difficoltà nel concentrarsi e nell’orientarsi;
  • Disfunzioni fisiologiche: come disfunzioni della vescica, disfunzioni sensoriali, ecc.

Cause

Il morbo di Alzheimer è biologicamente caratterizzato dalla presenza di placche e “gomitoli” neurofibrillari all’interno del cervello, che causano il malfunzionamento dei neuroni e la perdita di connessioni tra di loro. Quest’ultima è anche causata dalla diminuzione di acetilcolina nel cervello, si tratta di un neurotrasmettitore che permette ai neuroni di comunicare tra di loro e far funzionare correttamente le facoltà intellettive e la memoria.

Quindi, senza acetilcolina, i neuroni non trasmettono impulsi nervosi e, gradualmente, il cervello si atrofizza.

I fattori più significativi che causano l’insorgenza del morbo di Alzheimer sono l’età e il corredo genetico, che si combinano con altri fattori quali quelli ambientali, lo stile di vita e la storia medica del paziente.

Raramente il morbo di Alzheimer si sviluppa prima dei 65 anni, ma dopo questa età, il rischio aumenta ogni 5 anni.

L’eventualità dell’insorgere della patologia diviene tanto più alta quanto più si manifestano anche altre disfunzioni e problematiche legate all’invecchiamento della persona, come l’aumento del rischio di sviluppare patologie cardiovascolari, la pressione alta, le modifiche della struttura cellulare, l’indebolimento e malfunzionamento dei naturali meccanismi di riparazione dell’organismo, ecc.

Esistono due tipi di morbo di Alzheimer, quello precoce e quello tardivo.

L’Alzheimer precoce rappresenta circa il 6% dei casi, sopraggiunge tra i 30 e i 65 anni e ha trasmissione genetica di tipo autosomica dominante, ovvero il gene è situato in un cromosoma non-sessuale chiamato autosoma.

Mentre il morbo di Alzheimer tardivo è quello più comune che compare attorno ai 60-65 anni.

Se nella propria famiglia ci sono stati diversi casi di morbo di Alzheimer esiste il rischio di ereditare questa patologia di tipo sia precoce sia tardivo.

Fasi del morbo di Alzheimer

Le fasi della progressione del morbo di Alzheimer sono tre:

  • Fase lieve: solitamente, solo famigliari, amici o colleghi si accorgono di alcune difficoltà e stranezze nella persona. In questa fase, il medico, può riscontrare difficoltà legate alla concentrazione e la memoria, soprattutto per quanto riguarda azioni appena svolte, concetti e nomi di persone appena conosciute;
  • Fase moderata: i problemi di memoria si acutizzano e diventano più evidenti; il paziente inizia ad avere bisogno di un aiuto per svolgere le azioni quotidiane; iniziano a manifestarsi stati confusionali e di disorientamento come, ad esempio, non ricordare il proprio numero di telefono o indirizzo di casa; non riconoscere il luogo in cui ci si trova; avere problemi a ricordare le date (anche quella odierna); ecc.;
  • Fase avanzata: in questa fase il peggioramento delle funzioni cognitive è molto grave, la personalità può cambiare e il paziente può avere bisogno di un aiuto fisso quotidiano per svolgere le funzioni e le azioni più semplici come andare in bagno e mangiare; il paziente inizia a non ricordare il proprio nome e quello dei propri cari; non riesce più a orientarsi; ecc.

 

Diagnosi e cura

La diagnosi del morbo di Alzheimer viene effettuata sulla base della storia clinica, su test neuropsicologici ed esami neurologici che prendono in considerazione diversi fattori.

Attualmente non esiste una cura per il morbo di Alzheimer, ma ci sono alcuni metodi per rallentare il progredire della patologia.

La diagnosi precoce è molto importante per rallentare maggiormente il deterioramento delle cellule cerebrali.

I farmaci utilizzati nella terapia possono rallentare la neuro-degenerazione mentre i farmaci più comuni utilizzati per alleviare i sintomi sono farmaci ipnotici, antipsicotici, antidepressivi e ansiolitici.

Infine, esistono anche terapie non farmacologiche, come ad esempio la terapia di orientamento alla realtà (ROT) in cui il paziente viene stimolato continuamente in maniera visiva, scritta, musicale e verbale per orientarsi in maniera spazio-temporale nell’ambiente e nella propria vita quotidiana. Completa questa terapia l’orientamento e la consulenza anche ai familiari del paziente per poterlo meglio supportare.

 

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Categorie: Patologie

Filippo

Fermarsi significa retrocedere.

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